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Continuano le lotte intestine, non solo nel Pdl

Acque agitate nei partiti, tra liti e scissioni


Acque agitate nei partiti, tra liti e scissioni
17/09/2010, 13:09

ROMA - Continuano le liti all'interno dei partiti. A cominciare dal Pdl, in cui il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha mandato un nuovo ultimatum ai finiani: o rientrano nel Pdl oppure completano la scissione e fondano un loro partito. La risposta per Fli non si è fatta attendere ed è giunta attraverso Italo Bocchino: "Il  problema andrà affrontato dopo l'importante appuntamento del 28 settembre, tenendo conto di due stelle polari: il rispetto degli elettori e la garanzia della governabilità. Comunque è lo stesso Cicchitto a porre la questione in termini ultimativi: o rientrate o formate un nuovo partito. Non ci lascia scelta. Ma Cicchitto dimentica che esiste un editto che dichiara Fini incompatibile con il Pdl: in base a questo editto siamo tutti incompatibili e le conseguenze verranno tratte a tempo debito". Quindi appare tutto rimandato a dopo la presentazione in Parlamento del premier, Silvio Berlusconi. Che nel frattempo ha voluto smentire le notizie sulla compravendita di deputati in corso alla Camera dei deputati: "Quelli dell'Mpa sono stati eletti con noi, così quelli di Noi Sud. E' sbagliato pensare che io voglia comprare in altri partiti. Se ci sono esponenti di altri partiti, tipo quelli dell'Udc, che vogliono sostenere l'esecutivo, lo faranno per scelta libera".
Ma nel Pd le cose non vanno meglio, considerando gli attacchi che Walter Veltroni ha portato a Bersani, definito come un leader incapace di guidare il partito. Accuse a cui oggi Bersani risponde con una battuta: "La bussola? Ce l'ho alla grande. Noi abbiamo i posti per discutere delle nostre cose. Io dico rimbocchiamoci le maniche, tutti quanti, e occupiamoci dell'Italia. Perche' un partito puo' crescere solo occupandosi dell'Italia e non guardandosi la punta delle scarpe".
Ma anche nell'Udc tira vento di tempesta, dopo le dichiarazioni del leader Pierferdinando Casini contro Salvatore Cuffaro, considerato ormai scomodo, date le troppe condanne. Una dichiarazione a cui il senatore dell'Udc ha risposto: "Sono dispiaciuto per le parole dette sul mio conto dal mio amico Casini. Continuo a preferire l'eleganza del silenzio e prego anche per lui".

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di Antonio Rispoli
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