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Un incontro lampo che poi è durato circa 5 ore

Ad Arcore la quiete dopo la tempesta: “Arriviamo al 2013”

Alleanza Lega - Pdl: per Alfano è “più solida di prima”

Ad Arcore la quiete dopo la tempesta: “Arriviamo al 2013”
06/06/2011, 21:06

ROMA – Alleanza solida tra Pdl e Lega, addirittura rafforzata, e volontà consolidata di concludere la Legislatura: al termine dell’incontro tra il Pdl e il Carroccio ad Arcore (vertice che doveva essere lampo, ma che invece si è prolungato per circa 5 ore), ci pensa il segretario in pectore, Angelino Alfano, a fornire le rassicurazioni sulla salda tenuta della maggioranza.
Secondo il neo segretario pidiellino, infatti, quello consumatosi a villa San Martino è stato un incontro tra i due leader, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, di una squadra collaudata, che ha governato bene il Paese e che intende completare il suo programma, arrivando fino alla fine della Legislatura, nel 2013.
Nessun viceministro, dunque, e per il momento nessun nome certo per il dicastero della Giustizia, della cui poltrona vacante si discuterà nei prossimi giorni, e soprattutto, a quanto pare, ad Arcore lo stato maggiore del Pdl ha discusso con la Lega dei piani che attendono questo governo e questa coalizione. L’esecutivo, insomma, va avanti e Pdl e Lega pare abbiano trovato un accordo.
Intanto, da Roma il presidente dei senatori pidiellini, Maurizio Gasparri, spiega che “il Pdl deve fissare al più presto il suo consiglio nazionale e già in quella occasione avviare un percorso per costruire un tessuto comune per l’area di centrodestra”. “Il tema riguarda i cattolici ma anche quanti hanno condiviso riforme liberali - aggiunge -. Si può sollecitare una discussione nel centrodestra. Non però favorire una sinistra che già oggi, mentre festeggia successi, già passa agli insulti tra Vendola e Bersani. Urso e Ronchi contribuiscono a un confronto positivo su contenuti che devo unire una ampia area di centrodestra”.

IL NODO FISCO
È stato confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014. L’ex Guardasigilli dà una risposta laconica ai giornalisti che gli chiedono se sia passata la richiesta della Lega di abbattere le tasse. Per ora sembra piuttosto che Giulio Tremonti, al quale solo pochi giorni fa il premier assicurava che avrebbe “fatto aprire i cordoni della borsa”, sia riuscito ad imporre la sua realistica linea del rigore, accantonando la richiesta leghista di dare, almeno al momento, un segnale alla base sfiduciata e arrabbiata con provvedimenti per le piccole e medie imprese o addirittura con un abbattimento di un punto percentuale di tutte e 5 le aliquote in vigore. Confermato invece “il pareggio di bilancio nel 2014” ed il fatto che “questo dovrà avvenire secondo i tempi previsti e secondo i vincoli che l’Unione Europea ci assegna”.

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di Antonio Formisano
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