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Adesione di www.notiziesindacali.com alla manifestazione per la libertà di stampa


Adesione di www.notiziesindacali.com alla manifestazione per la libertà di stampa
16/09/2009, 12:09

 

MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTÀ DELLA INFORMAZIONE: ROMA 19 SETTEMBRE 2009

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

In tutto il mondo i giornalisti corrono il rischio di essere vittime di violenza ed intimidazione, molti sono quelli che restano ad esempio per la loro dirittura morale, il loro impegno intransigente per la correttezza della informazione.

In occasione della manifestazione di Sabato prossimo, riteniamo necessario riportare in questa sede i nomi dei giornalisti uccisi dalla mafia, dalla camorra e dal terrorismo in Italia, insieme a tutti coloro che sono caduti all’estero mentre svolgevano il loro lavoro come testimoni dei fatti e cronisti della verità.

Dal 1960 ad oggi, questi sono i nomi:

Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi.

I giornalisti uccisi all’estero o in circostanze diverse sono:

Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Enzio Malatesta, Carlo Merli, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo.

Ci sono poi Graziella De Paolo e Italo Toni scomparsi in Libano.

Tra le vittime ci sono anche gli operatori:

Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota e Marcello Palmisano.

Un posto a parte deve essere riservato al giovane Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero ucciso “per errore”, dai Nar che lo avevano scambiato per il cronista che si occupava della eversione neofascista.

Numerosi sono stati anche i giornalisti “gambizzati” dai terroristi, tra i quali molti nomi importanti: Vittorio Bruno, Nino Ferrero, Antonio Garzotto, Indro Montanelli, Guido Passalacqua, Franco Piccinelli, Emilio Rossi.


 

In un periodo tanto violento, come quello che stiamo attraversando, in cui al Nord un sindaco leghista, fa togliere il nome di Peppino Impastato dalle pareti della biblioteca che da lui prendeva il nome, in cui la violenza delle intimidazioni contro i giornalisti si fa forte a difesa di un potere in crisi, vale la pena ricordare coloro che sono stati colpiti per le loro inchieste, per il loro lavoro di cronisti liberi.

A Roma, Sabato, si manifesterà per la libertà della informazione, perché la libertà ha sempre dei nemici e deve sempre essere difesa.

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di Raffaele Pirozzi
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