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Berlusconi: “Così si sputtana il Paese”

Affaire Spatuzza, il Governo: “E’ al soldo della mafia”


Affaire Spatuzza, il Governo: “E’ al soldo della mafia”
04/12/2009, 22:12

ROMA – Nomi su nomi, elenchi di arresti, di operazioni, di sequestri. Statistiche, dati. E’ stata la ‘difesa’ del Governo questa mattina in Consiglio dei Ministri, dopo le dichiarazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza nell’ambito del processo che vede imputato Marcello Dell’Utri. Silvio Berlusconi ha respinto le accuse insieme alla compagine governativa, mostrandosi calmo e pacato. E in serata, parlando con un senatore al telefono, ha dichiarato: “Così si sputtana il Paese”.
E’ stato il premier il primo a commentare le dichiarazioni rese oggi in aula da Spatuzza, nel processo per concorso in associazione mafiosa che vede imputato il senatore del Pdl Dell’Utri. “Sono accuse che si commentano da sole, - ha dichiarato Berlusconi, - ma in Italia non c’è nessuno disposto a credere a queste assurdità”. Il Cavaliere ed i Ministri hanno voluto ‘rispondere’ alle accuse elencando i successi del Governo ella lotta alla mafia. “Il nostro, - dicono, - è il governo che ha fatto di più contro la mafia”.

Roberto Maroni, ministro dell’Interno, ha ricordato che da quando si è insediato il governo finiscono dietro le sbarre otto mafiosi al giorno.

Un dato sottolineato anche da Paolo Bonaiuti, portavoce dell’esecutivo, che ha aggiunto: “Gli straordinari risultati della lotta intrapresa da questo governo contro la mafia non hanno precedenti negli ultimi venti anni. E’ del tutto logico che la mafia utilizzi i suoi esponenti per rilasciare dichiarazioni contro il presidente del Consiglio di un governo che agisce in maniera così determinata e così concreta nei confronti della criminalità organizzata”. Una versione dei fatti che, oltre a screditare le dichiarazioni di Spatuzza, indica il pentito ancora in realtà legato alle organizzazioni criminali e descrive le sue dichiarazioni come l’arma usata dalla mafia per colpire il governo.

Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, “l’atomica amplificazione mediatica delle dichiarazioni di Spatuzza non deve far passare in secondo piano un elementare principio di civiltà giuridica: senza riscontri puntuali e rigorosi, che è dovere dei magistrati individuare, le accuse restano soltanto parole”.

Ma le dichiarazioni del pentito hanno scosso il Pdl dalle fondamenta. Sandro Bondi rileva che “quello che sta avvenendo, di una assoluta inverosimiglianza, già determina una ferita e un danno enormi all’immagine internazionale e agli interessi generali del Paese”.

E’ “indignata” il ministro Stefania Prestigiacomo, che punta il dito sul profilo criminale di Gaspare Spatuzza e si chiede come possano essere prese in considerazione le sue parole. “Siamo davanti ad una aberrazione giuridica, - afferma, - e ad una follia mediatica, ad un altro tassello della strategia di destabilizzazione del governo, il più ignobile perché perpetrato accreditando un feroce animale che ha sciolto un bambino nell’acido”.

Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, sostiene che sta salendo “l’indignazione nel Paese per quello che si configura come un indecente attacco contro il Governo da parte di un cosiddetto ‘pentito’, responsabile di crimini orrendi, e a cui non si vede come si possa attribuire credibilità. Non immagino nessun altro paese dell’Occidente avanzato dove sarebbe potuta accadere una cosa analoga”.

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Popolo della Libertà, afferma che Spatuzza “è solo un refuso della parola spazzatura”; per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, “è del tutto evidente che la mafia in prima persona sta rivolgendo un durissimo attacco a Berlusconi per l’intransigente linea che il governo sta portando avanti contro di essa”.

Italo Bocchino, vice capogruppo Pdl alla Camera, afferma che “la deposizione del mafioso Spatuzza, noto per i suoi reati efferati, si è risolta in uno show mediatico teso a colpire il presidente del Consiglio Berlusconi e il senatore Dell’Utri. Sarebbe opportuno che sull’assassino Spatuzza calasse il sipario”.

Niccolo’ Ghedini, deputato ed uno dei legali del premier, parla di dichiarazioni “di una totale ed assoluta inconsistenza”, aggiungendo che i riscontri disposti non potranno che dimostrare l’inattendibilità delle accuse di Spatuzza. “E’ ovvio, - commenta ancora Ghedini, - che nei confronti dello Spatuzza dovranno essere esperite tutte le opportune azioni giudiziarie che il caso impone, ancorchè di utilità assai marginale trattandosi di un ergastolano, certamente più interessato agli sconti premio e al più favorevole trattamento di pentito che intimorito da azioni penali e civili di ben modesta entità rispetto agli omicidi da lui commessi e accertati”.

Per il leghista Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture ed ex Guardasigilli, “anche sulla partita di Spatuzza la magistratura si gioca la propria credibilità. Se ci fossero riscontri oggettivi, è chiaro che si aprirebbe un fronte preoccupante per il governo, ma se questi riscontri oggettivi non ci fossero, allora si aprirebbe uno scenario sul modo di agire di alcune parti della magistratura che sarebbe ancora più preoccupante”.

Secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, "tutte le forze politiche autenticamente democratiche come tutte le istituzioni" devono "condividere con la dovuta preoccupazione il ruolo strumentale che possono svolgere i pentiti in funzione di disegni criminali o di impropri conflitti istituzionali o di assurde faide politiche".

Sacconi osserva che e' giunta l'ora "di una reazione quanto piu' condivisa a questa degenerazione per porre con determinazione su solide basi la civile dialettica democratica e istituzionale. La solidarieta' al presidente Berlusconi dovrebbe quindi essere espressa non soltanto da tutti coloro che ne condividono il progetto politico e la qualita' di governo, ma da tutti i sinceri democratici che per oggi e per domani vogliono salvaguardare la credibilita' delle istituzioni democratiche".

Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri, parla di "vicenda tragicomica. Se non fosse che dietro questa confessione a comando, a orologeria, completamente assurda sia per quanto riguarda i socialisti sia per Berlusconi, si celi una mente politica diabolica. Tanto piu' diabolica nel mascherare questa decisione del 'pentimento' di Spatuzza come conversione religiosa, mettendoci in mezzo Gesu'... Questo e' un progetto eversivo. Identico a quello della falsa rivoluzione del 92-94".

"Il bacio di Toto' Riina ad Andreotti fa il paio con il tentativo di abbraccio mortale di Spatuzza a Silvio Berlusconi: in ambedue i casi, due efferati assassini denigrano davanti al mondo statisti che si sono distinti per aver proposto e fatto approvare i piu' efficaci e micidiali provvedimenti per sradicare la mafia dal nostro paese", dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

Di segno diverso la reazione di Rita Borsellino, esponente Pd e sorella del giudice Paolo, ucciso nella strage mafiosa di via D'Amelio: "Ricordo quello che Paolo diceva, che ci vuole un'attenzione maniacale nel riscontrare le dichiarazioni dei pentiti e bisogna sapere anche rinunciare a qualche elemento di primo acchito importante quando non si trova un riscontro". La Borsellino si dice "sicura che i magistrati si mostreranno rigorosi ma questo non significa non cercare la verita'. Non possiamo e non dobbiamo accontentarci. Se si deve mettere tutto in discussione lo si faccia pur di arrivare alla verita'. Sulla strage di via D'Amelio, conclude l'esponente Pd, "resta troppo su cui indagare e su cui cercare la verita': se Spatuzza e' in grado di darci elementi in questo senso, ben venga".

Distaccato il commento del segretario Pd Pier Luigi Bersani: "Tocca ai giudici valutare le dichiarazioni di un pentito, non ho da aggiungere altro".

Per l'ex magistrato antimafia ed ex senatore ulivista Giuseppe Ayala, le affermazioni di Spatuzza "non possono lasciare indifferenti. Ma so bene - aggiunge - quanto siano delicate questo tipo di affermazioni. Guai a costruire una responsabilita' penale solo sulla parola di un collaboratore. Sono altrettanto convinto che i magistrati, e ne conosco diversi, stanno svolgendo il loro lavoro con il massimo rigore".

Silvio Berlusconi, parlando al telefono con un senatore azzurro, si sarebbe soffermato, in serata, più sul danno di immagine che sulle accuse. “Così si sputtana il Paese”, avrebbe detto, parlando di un “volersi far male da soli” di fronte anche alla stampa estera accorsa per assistere alle rivelazioni di un pentito che ha “sulla coscienza un bambino sciolto nell’acido”. “Questo è un Paese che ha processato anche Andreotti, non riusciranno a colpirmi in nessuno modo”, avrebbe ancora detto Berlusconi al suo entourage. Opinione in linea con quella espressa durante il consiglio dei Ministri: “Non mi preoccupa affatto questa vicenda. E’ pura follia, mi viene da ridere. Non c’è nessuno disposto a credere a queste cose”.

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di Nico Falco
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