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Maroni: ora modifiche all’art. 75

Affluenza ai minimi storici per il ‘fallimentum’ elettorale


Affluenza ai minimi storici per il ‘fallimentum’ elettorale
22/06/2009, 19:06

Più che di un referendum, si è trattato di un ‘fallimentum’. Per nessuno dei tre quesiti proposti, infatti, è stato raggiunto il quorum. Secondo i dati forniti dal Viminale, l’affluenza alle urne è stata del 23% circa. Un record negativo, ha sottolineato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che adesso pensa alle modifiche da proporre all’articolo 75 della Costituzione, per “ripensare” lo strumento referendario perché esso “non muoia” e “non diventi inutile”, ma “torni ad essere uno strumento di democrazia diretta”. Ma Maroni ha annunciato anche che intende agire legalmente nei confronti di chi lo ha offeso, accusandolo di intimidazioni. Il riferimento è a Giovanni Guzzetta, il presidente del Comitato promotore per il referendum, che aveva affermato che “in molti seggi non volevano nemmeno dare le schede per far votare per i referendum”. Commentando le parole del ministro dell’Interno, Guzzetta si è detto serenissimo, aggiungendo: “Credo che in nessun Paese al mondo un ministro dell’Interno durante un comizio dica ai presidenti di seggio di non fare i furbi, quindi l’ipotesi di iniziative legali mi lascia del tutto indifferente”.
Nel dettaglio, il 23.2% degli italiani ha votato la scheda viola (attribuzione del premio di maggioranza alla lista per la Camera dei Deputati che totalizza il maggior numero dei voti); il 23.2% ha votato per la scheda gialla (attribuzione del premio di maggioranza alla lista per il Senato che totalizza il maggior numero dei voti); il 23,7% degli aventi diritto ha votato per la scheda verde (divieto di candidarsi in più di una circoscrizione).
Il risultato, però, non è stato una delusione per tutti. Anzi. La Lega è a dir poco euforica: “Anche nei momenti più difficili e drammatici, anche nelle difficoltà, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi”, ha detto il ministro delle Riforme e leader del Carroccio Umberto Bossi. “Per come era stato fatto, - ha aggiunto Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione, - questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega”.
Non si è stupito della affluenza minima il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per il quale “i quesiti erano troppo tecnici”. Un ostacolo che, unito ad una certa stanchezza da parte degli elettori, rendeva prevedibile questo esito. “Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum, - si chiede Emma Bonino, leader dei Radicali, - se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?”.Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero «il dato politico è che gli italiani dicono no alla semplificazione bipartitica». Dello stesso avviso il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, secondo il quale «misero fallimento» del referendum dimostra che «il bipartitismo è stato bocciato».
Ora quella che si prospetta è una riforma in Parlamento. Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, accoglie come “una buona notizia” il mancato raggiungimento del quorum e vede nella situazione la necessità di costruire ampie intese per la riforma della legge elettorale. Massimo D’Alema, fermo nell’idea che sia arrivato il momento di discutere in Parlamento del sistema elettorale, spiega che sono necessarie delle modifiche relativamente allo strumento del referendum. “L’istituto, - dice D’Alema, - dovrebbe essere rivisitato: bisogna alzare il numero delle forme per renderlo agibile in situazioni straordinarie ed eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare”. Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl «la bassissima partecipazione al voto sta a dimostrare che gli italiani hanno valutato negativamente la possibilità di modificare artificiosamente ed in modo forzato con il referendum la legge elettorale che, evidentemente, come noi da sempre abbiamo sostenuto, gli elettori hanno valutato essere materia da affidare al Parlamento».

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di Nico Falco
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