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Agricoltura: Nappi scrive a Zaia


Agricoltura: Nappi scrive a Zaia
21/07/2009, 12:07

L’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Campania Gianfranco Nappi ha inviato al ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia, due lettere per interrogare il Governo su due vicende che stanno penalizzando il comparto agroalimentare della Campania e del Mezzogiorno.

Nella prima lettera l’assessore chiede al ministro di intervenire sul mancato rimborso agli enti locali dell’Iva sui progetti da presentare nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale – Psr 2007-2013. Allo stato attuale, infatti per il solo Psr, al contrario degli altri strumenti di programmazione comunitaria (Fesr e Fse), non è previsto il citato rimborso (20%) in seguito alla presentazione dei progetti ammissibili al co-finanziamento comunitario. Una asimmetria che di fatto sta rallentando l’iniziativa degli enti rispetto alle opportunità offerte dal programma.

Nella seconda missiva, invece, si chiede al Ministero di tornare sulla decisione di porre fine con un anno di anticipo al regime transitorio di “Accoppiamento”, cioè di sostegno ai prezzi per tutte le produzioni di pomodoro da industria. La richiesta si poggia sulla necessità di allineare l’Italia agli altri paesi comunitari produttori di pomodoro (Spagna e Portogallo) che non hanno manifestato l’intenzione di interrompere anticipatamente il regime di Accoppiamento.

In allegato il testo delle due lettere inviate al Mipaaf

IVA

Com’è noto, il Regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), a differenza del precedente periodo di programmazione 2000/06 e degli altri fondi strutturali (FSE e FESR), non ammette l’ammissibilità a rimborso comunitario dell’IVA sostenuta dagli Stati membri, dalle Regioni , dalle Province , i Comuni e gli altri organismi di diritto pubblico per la realizzazione dei progetti cofinanziati dalla UE
Gli Enti territoriali e le Comunità Montane hanno manifestato la difficoltà a partecipare ai bandi, non avendo le risorse proprie per far fronte al pagamento dell’IVA, che rappresenta una somma tra il 10 ed il 20% degli investimenti.
Tale criticità pregiudica il ruolo fondamentale dei Comuni rurali per lo sviluppo dei propri territori per mezzo delle opportunità offerte dal Piano di Sviluppo Rurale di questa Regione.
In occasione dei lavori della Commissione Agricoltura della Conferenza Stato Regioni si è appreso delle iniziative assunte dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali d'intesa con quello dell'Economia per la soluzione della problematica in questione.
Tuttavia ogni ulteriore ritardo può compromettere la realizzazione degli obiettivi economici, sociali e finanziari del Programma di Sviluppo Rurale con conseguente rischio di disimpegno automatico delle risorse comunitarie.
In tal senso anche il Consiglio Regionale della Campania, nella seduta del 2 Luglio u.s., ha approvato un Ordine del giorno con il quale ha sollecitato il Governo nazionale per la tempestiva adozione dei provvedimenti tesi ad assicurare la eleggibilità dell'IVA a favore degli Enti territoriali e delle Comunità Montane beneficiari degli interventi previsti da detto Programma.
Poiché si tratta di una decisione che tocca la responsabilità del Governo Nazionale, è a questo livello che si richiedono le scelte più opportune per porre fine a questa ingiusta asimmetria.
Nell'attesa di cortese riscontro è gradita l'occasione per inviare distinti saluti.

ACCOPPIAMENTO

Signor Ministro,

è in atto, da parte dei suoi Uffici una riflessione sulla possibilità di anticipare per il pomodoro da industria – a decorrere dalla campagna 2009/2010 anziché da quella 2010-2011 – la conclusione del sistema transitorio di cui all’art. 68 ter del Reg. CE n. 1782/2003; ciò diversamente da quanto previsto dall’art. 1 del D.M. del 22 ottobre 2007.

Mi preme evidenziare come la Regione Campania non si manifesti contraria alla fine progressiva degli accoppiamenti, purchè questo si verifichi in maniera graduale e senza penalizzare o mettere addirittura in crisi importanti settori della produzione agricola.

Per favorire “l’atterraggio morbido” verso il disaccoppiamento totale (così come definito nei documenti della riforma dell’OCM ortofrutta) ritengo innanzitutto che la fine anticipata del suddetto regime transitorio debba avvenire contemporaneamente in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea caratterizzati dalla forte presenza delle produzioni sopra citate.

Se invece, come ormai evidente, paesi come Spagna e Portogallo non procederanno con l'anticipazione del disaccoppiamento, la scelta unilaterale dell'Italia finirà per danneggiare fortemente alcune regioni del Paese e segnatamente del Mezzogiorno.

Alla luce di quanto esposto, e tenendo conto delle sollecitazioni a noi pervenute dalle Organizzazioni dei produttori operanti in Campania e più in generale dagli attori della filiera, chiedo che il Ministero riveda il suo orientamento.

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di Redazione
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