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Due emendamenti permetterebbero di non arrivare a sentenza

Al Senato il Pdl vuole fare il "processo lunghissimo"

L'ennesima legge ad personam per il premier

Al Senato il Pdl vuole fare il 'processo lunghissimo'
06/04/2011, 15:04

ROMA - Schizofrenia? La mano destra che non sa cosa fa la sinistra? Quasi sicuramente verrà qualificata come l'ennesima "iniziativa personale. Eppure, mentre alla Camera dei Deputati il Pdl spinge per una rapida approvazione della legge sul "processo breve", al Senato lo stesso Pdl agisce per rendere infinita la durata dei processi. E lo fa nel solito modo: con emendamenti a leggi che parlano di tutt'altro. E così, ad una legge per vietare di ricorrere al rito abbreviato nei casi in cui l'imputato rischia l'ergastolo (omicidio, per esempio), vengono aggiunti due emendamenti che hanno un notevole peso, a firma del capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia, Franco Mugnai.
Il primo prevede che una sentenza passata in giudicato non sia considerato fatto storico in un altro processo. Per intenderci, per esempio nel processo Mills che vede imputato Berlusconi, si dovrebbe rifare l'intero processo Mills all'interno del processo Berlusconi. Ma ancora più grave, sarebbe un pesante ostacolo nei processi di mafia, dove le sentenze, per un verso o per un altro, sono spesso collegate tra di loro, quanto meno per stabilire l'esistenza di una certa famiglia o clan criminale.
Il secondo è ancora peggiore: stabilisce che il Giudice non può più fare valutazioni sulle liste testimoniali presentate dai difensori di un imputato. Cioè se un difensore presenta come lista testimoniale l'intero elenco telefonico di Roma o di Milano o di Napoli, il giudice lo deve accettare e sentirli tutti. E' chiaro che in questa maniera sarà impossibile finire i processi prima della prescrizione; resteranno solo i processi per i poveri cristi che vengono condannati senza neanche capire cosa succede.

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di Antonio Rispoli
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