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AL VIA IL TOTOMINISTRI


AL VIA IL TOTOMINISTRI
17/04/2008, 12:04

Iniziano le prime querelle all'interno del PDL per l'assegnazione dei ministeri. Umberto Bossi rivendica almeno 4 dicasteri, considerando l'ottimo risultato raggiunto con le consultazioni e che ha senza dubbio determinato la vittoria del centrodestra. Richiesta indigesta per il Cavaliere e per lo stesso Gianfranco Fini, visto che entrambi vorrebbero "mettere le mani" su almeno 4 ministeri e visto che il prossimo governo dovrà contenerne al massimo dodici, come più volte detto in campagna elettorale. A questo punto inizia la stagione dei compromessi, delle mediazioni, delle attribuzioni, tenendo presente come obiettivo prioritario il bene pubblico e non la spartizione del potere, stando alle affermazioni di Gianfranco Fini. A complicare le cose arrivano le richieste di Raffaele Lombardo, anch'egli aspirante candidato ad un ministero, la cui nomina, fino ad oggi, non era stata mai presa in considerazione. Tuttavia pare che dovrà accontentarsi di un posto da viceministro o sottosegretario. In questo puzzle di posti da dividere tra ministri, viceministri, sottosegretari e presidenti delle Camere, tuttavia alcune posizioni sembrano essere già definite. Con ragionevole sicurezza la presidenza di Montecitorio andrà a Gianfranco Fini. Ancora in gioco l'assegnazione di Palazzo Madama: se la contendono Renato Schifani, l'ex ministro Pisanu e Roberto Formigoni. Quest'ultimo non troppo gradito al futuro Presidente del Consiglio, perchè già troppo noto per la sua Presidenza della regione Lombardia e per la sua aspirazione, mai celata, ad ottenere la leadership del centrodestra. Giulio Tremonti andrà all'Economia e Franco Frattini agli Esteri. Si contendono la Difesa Ignazio la Russa e Giulia Bongiorno. La candidatura di quest'ultima potrebbe essere convalidata se La Russa venisse spostato alla Difesa, tuttavia la Lega caldeggia un ritorno di Roberto Castelli. La Bongiorno non gode di buona fama nelle fila di Alleanza Nazionale, perchè poco integrata nelle logiche del partito: rischioso, quindi, affidarle un ministero così delicato. Più o meno certe le nomine di Sandro Bondi all'Istruzione e Paolo Bonaiuti ai Beni Culturali. In tal caso Deborah Bergamini, ex dirigente Rai attualmente deputata, diventerebbe la nuova portavoce di Berlusconi. Due "poltrone" per Gianni Letta, o al Viminale o alla Vicepresidenza del Consiglio e su di lui, nulla quaestio. Roberto Maroni andrà verosimilmente al Ministero del Lavoro e Altero Matteoli alle Infrastrutture. Tuttavia in quest'ultimo caso si attende il risultato delle elezioni romane per il sindaco, perchè se Alemanno dovesse essere sconfitto da Rutelli ci sarebbe un altro concorrente in gioco. Alle donne toccano, naturalmente, i ministeri senza portafoglio: Mara Carfagna a capo della Famiglia e Stefania Prestigiacomo alle Politiche comunitarie. Dulcis in fundo, scaldano i muscoli Roberto Calderoli per le Riforme ed Elio Vito per i Rapporti con il Parlamento.

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di Serena Grassia
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