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La Bonino: "potevano dirlo alla cena con Berlusconi"

Alemanno e Polverini dicono no al nucleare nel Lazio


Alemanno e Polverini dicono no al nucleare nel Lazio
11/02/2010, 21:02

ROMA - Si allarga il fronte dei no al nucleare. Questa volta ad essere arruolati in quello che sta divenendo un cvero e proprio esercito sono Renata Polverini, candidata governatore del Lazio e il sindaco di Roma Alemanno. 
In mattinata era arrivata, a sorpresa, la presa di posizione della Polverini che sul proprio sito
www.Renatapolverini.It. annunciava che nel Lazio dal lei governato non ci sarà l'installazione di centrali nucleari. "In tempi rapidissimi il Lazio diventerà energeticamente autosufficiente e in pochi anni andrà addirittura in surplus, esportando energia verso altre regioni. Pertanto ritengo che nel Lazio non ci sia bisogno di installare nuove centrali nucleari", dice Polverini.
"Sono d'accordo con quanto ha detto la Polverini: penso che il Lazio possa fare a meno del nucleare". Lo ha detto i sindaco di Roma, Giani Alemanno, durante il consiglio comunale tematico su Acea Spa.
Poi tornando al tema del nucleare ha continuato dicendo che "mettendo in campo progetti per la produzione di energia alternativa il Lazio sarà in grado di produrre più energia di quanto ne consuma". Poi, un riferimento anche alla questione dei rifiuti: "Bisogna uscire - ha detto - dalla logica di una marginalizzazione di Acea come di Ama. Deve nascere un polo pubblico Ama-Acea perchè la fase di smaltimento dei rifiuti non passi più attraverso una gestione privata"
"Mi sembra che la Polverini non abbia detto 'no' al nucleare, ma semplicemente che non servono centrali nel Lazio, come d'altra parte avevano già fatto Formigoni, Cappellacci o Lombardo. Una scappatoia, un artificio dialettico per dire, come al solito, nulla o quasi. La questione su cui la Polverini invece deve rispondere, se vuole essere credibile, è se considera giusto o sbagliato il progetto nucleare del governo". Lo dichiara in una nota il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino.
"Se - spiega Montino - considera giusto o sbagliato il fatto che la sua contrarietà al nucleare non conta nulla, poiché se mai, da presidente della Regione, dovesse esprimere la propria opposizione alle centrali nel Lazio, il presidente del consiglio potrà semplicemente imporle con un decreto. Questo è il meccanismo inaccettabile messo a punto dal consiglio dei ministri. Quando la Plverini avrà il coraggio di prendere posizioni chiare e comprensibili a tutti, dirà chiaramente 'no' al nucleare a Berlusconi e Scajola, non agli elettori di cui vorrebbe i voti".
Più beffarda la candidata del centrosinistra Emma Bonino: "Scopro ora che la Polverini non vuole il nucleare. E' fantastico. Ieri però glielo poteva pure dire a cena a Berlusconi. Magari sarebbe stato contento". "Zaia non le vuole - ha proseguito - le altre regioni non le vogliono, ma il governo sì. Non si sa dove le vorrà mettere - ha concluso Bonino - forse nelle regioni dove non governa".

 

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di Mario Aurilia
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