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Alfano e il "partito degli onesti"


Alfano e il 'partito degli onesti'
02/07/2011, 17:07

Nelle dichiarazioni che ha fatto ieri il neo eletto segretario politico del Pdl Angelino Alfano, ce ne sono state due che mi hanno colpito. La prima è stata quando ha detto che nel partito non devono contare coloro che hanno i soldi, ma coloro che hanno i voti. E' sembrato un affondo diretto contro lo stesso SIlvio Berlusconi, dato che lui si trova esattamente in quella situazione.
Poi c'è stato un altro punto, fondamentale. Quando ha detto: "Presidente Berlusconi, noi sappiamo che lei è vittima di un attacco giudiziario, ma non per tutti è così. Dobbiamo diventare il partito degli onesti".
Ora, se veramente questa fosse l'intenzione, la vedo dura, dato che tutti quelli che nel partito comandano hanno qualche cosa sulla coscienza, giudiziariamente parlando. Lasciamo perdere la cretinata dell'attacco giudiziario: quella è una invenzione di Berlusconi per giustificare i suoi processi. In realtà, finora, quasi sempre i giudici sono riusciti a dimostrare la colpevolezza dell'attuale premier. Solo in due processi non ci sono riusciti. Negli altri o c'è stata la prescrizione (che non ci può essere senza un riconoscimento della responsabilità oppure una assoluzione - con la formula "perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato" - in quei processi in cui il premier ha cancellato i reati che lo riguardavano con apposite leggi. Poi c'è un processo, quello per le tangenti alla Guardia di Finanza, che è finito con una assoluzione in Corte di Cassazione, ma è una sentenza che la stessa Corte, pochi anni dopo, ha detto che è sbagliata. Infatti, nel processo Mills, leggendo le motivazioni, si vede che i giudici sono ritornati sul processo per le tangenti (nel quale Mills testimoniò) affermando che all'epoca venne decisa l'assoluzione perchè si scontrarono due diverse versioni: le prove presentate dai Pm che chiamavano in causa Berlusconi; e la testimonianza Mills, presentata dalla Difesa, che invece sosteneva che il premier non aveva avuto nulla a che fare con quel pagamento, dicendo invece che era stato deciso dai manager della Fininvest. La Cassazione ritenne possibile la versione di Mills e quindi, nel dubbio, assolse il premier. Chiaramente, una volta dimostrato che Mills aveva mentito perchè pagato da Berlusconi - cosa che viene esplicitamente chiarita nella sentenza - non c'è alcun contrasto ma solo le prove presentate dai Pm. Se i reati non fossero prescritti, in teoria i Pm potrebbero chiedere la riapertura del processo.
Inoltre, è noto, il premier ha quattro processi in corso: quello per la corruzione del testimone David Mills; quello per Mediatrade e Mediaset, due processi gemelli, in cui Berlusconiè accusato di aver usato un complesso sistema di false società off shore per fingere di pagare i film trasmessi sulle sue reti a prezzi più alti di quelli reali, per evadere il fisco ed accumulare fondi neri; ed infine quello del cosiddetto Ruby-gate, in cui è accusato di prostituzione minorile e di concussione per aver fatto rilasciare l'allora minorenne Ruby, arrestata per furto, senza farla identificare e processare.
Poi ci sono le vicende giudiziarie di Marcello Dell'Utri, recentemente assolto con una sentenza inaspettata della Corte di Cassazione in un processo dove in 6 gradi di giudizio (primo grado, tre volte secondo grado e due volte terzo grado) era sempre stato ritenuto colpevole. Come è noto, Dell'Utri ha in corso un processo a Palermo, ora davanti alla Corte di Cassazione, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e per cui è stato condannato in primo grado a 9 anni e in secondo grado a 7. Ha anche una condanna del 2003 per false certificazioni fiscali fatte con Pubblitalia, due anni a pena sospesa.
Poi c'è Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che è indagato per la cosiddetta P3: una rete che comprendeva imprenditori (tra cui Diego Anemone), magistrati (tra cui il Presidente della Corte Civile d'Appello di Milano) e via elencando. Una rete che, tra le varie cose, avrebbe anche organizzato una truffa ai danni dello STato per intascare rimborsi non dovuti sulla costruzione (mai effettuata) di impianti di produzione di energia con pale eoliche.
E sullo stesso Alfano grava un'ombra: ci sono stati alcuni pentiti di mafia che hanno riferito che lui, tramite il padre, ha fatto campagna elettorale per mezzo di boss mafiosi. Naturalmente sono solo dichiarazioni, tutte da dimostrare; ma ci sono queste dichiarazioni.
Ora la domanda è: sono tutte aggressioni giudiziarie? Decine di giudici, tutti in accordo tra di loro, che ce l'hanno col Pdl? Perchè poi l'elenco non finisce qui. Questo è solo dei massimi vertici del Pdl; ma se scendiamo un po' più in basso, abbiamo l'ex Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi indagato, l'ex sottosegretario all'economia Cosentino raggiunto da un ordine di custodia cautelare confermato dalla Cassazione ma bloccato dal Parlamento; abbiamo il Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesario indagato per sospetti rapporti con la camorra; il deputato ALfonso Papa coinvolto nella P4 di Luigi Bisignani e con un mandato di arresti ai domiciliari che gli pende sul capo; e via via elencando. Anche molti amministratori locali del partito sono indagati o sono stati condannati per i reati più diversi. Quindi, se il Pdl deve diventare il partito degli onesti, dovrà fare una robusta pulizia al proprio interno.
Ma, come si suol dire, "Il pesce comincia a puzzare dalla testa". Se non si cambiano i vertici (ed ovviamente i vertici non si cambieranno, almeno non a breve) come si fa a dire ai "capetti" locali di agire differentemente?

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di Antonio Rispoli
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