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In realtà la detenzione è molto lieve anche per i boss

Alfano fa la voce grossa: "Pronti ad inasprire il carcere duro"


Alfano fa la voce grossa: 'Pronti ad inasprire il carcere duro'
16/12/2013, 17:08

MILANO - Angelino Alfano alza la voce contro la mafia: "Lo Stato è dalla parte dei magistrati e metterà a disposizione tutti i mezzi tecnologici e di sicurezza per salvaguardare la loro vita. "Ogni attacco ai magistrati è un attacco allo Stato" e dice ai boss mafiosi detenuti al 41 bis: "Se provano a far uscire, ancora, informazioni o comunicazioni, dalle carceri, lo Stato è pronto a inasprire, ancora di più, il regime del carcere duro. Non avremo nessuna timidezza". 
Il riferimento è alle notizie, più volte uscite sui giornali, delle minacce che il boss mafioso Totò Riina ha fatto nei confronti del Pm Antonio Di Matteo per il processo sulle trattative tra Stato e mafia. Ma Alfano afferma che "il livello di sicurezza a protezione dei magistrati sarà mantenuto altissimo". 
In realtà è da un pezzo che il 41 bis non esiste più. Nel senso che ormai la detenzione dei boss è equivalente a quella di chiunque altro. Stanno in celle singole, ma hanno regolari colloqui con i familiari, con la possibilità anche di abbracciarli (e quindi di passare bigliettini o sussurrare messaggi), dividono l'ora d'aria con altri boss e insomma non hanno un trattamento diverso da quello degli altri detenuti.  

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di Antonio Rispoli
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