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In alternativa, pronta modifica al "legittimo impedimento"

Alfano fallisce i colloqui con Napolitano, Berlusconi verso il voto


Alfano fallisce i colloqui con Napolitano, Berlusconi verso il voto
03/09/2010, 09:09

ROMA - Fallito il tentativo di Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, di convincere il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad appoggiare il programma di Berlusconi sulla giustizia, a cominciare dal processo breve. Respinta dal Colle la possibilità di figurare, anche in questo provvedimento, come suggeritore di questa o quella modifica, come è già stato fatto troppe volte.
Ma al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi questo comincia a non interessare più. Gli ultimi sondaggi gli dicono che Gianfranco Fini è in calo e una alleanza Pdl e Lega potrebbe ottenere la maggioranza sia alla Camera che al Senato. E comunque, anche se la ottenesse solo alla Camera - avrebbe detto Berlusconi ai suoi - chiunque andasse al governo dovrebbe fare i conti con lui; ed è chiaro che il programma dopo le elezioni non potrebbe non contenere al primo posto una legge sul processo breve. Che - avrebbe specificato il premier nella riunione di giovedì con Alfano, Ghedini e La Russa - comunque serve ai cittadini italiani, non a lui, perchè Berlusconi si dichiara completamente innocente dalle accuse che i magistrati gli hanno rivolto e quindi è sicurissimo di uscire indenne dai tre processi che sono in corso contro di lui. L'ultima cosa che il premier vuole è rimanere impegolato in una trattativa con Fini o col Quirinale, dando una impressione che, secondo lui, si ripercuoterà negativamente sulla sua immagine politica. Quindi potrebbe far comodo andare direttamente al voto, magari facendo in modo - cosa semplice per chi comanda tutte le TV e gran parte della carta stampata - che la responsabilità della rottura venga addebitata al Presidente della Camera.
In alternativa, è già pronto il piano C: recupero di una maggioranza in Parlamento, magari con l'appoggio dell'Udc o del rientro di parte dei finiani; poi, dopo il 14 dicembre e la bocciatura della legge sul legittimo impedimento da parte della Corte Costituzionale, una nuova legge Alfano sull'immunità, formalmente modificata rispetto al passato ma con con la stessa sostanza. Questo gli garantirebbe almeno altri 12-15 mesi nei quali governare senza i continui fastidi dei processi, a cominciare dal processo Mills.

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di Antonio Rispoli
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