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Nuovo attacco del Ministro della Giustizia alle toghe

Alfano: "I Giudici sono sottoposti alla legge, e la legge la fa il Parlamento"


Alfano: 'I Giudici sono sottoposti alla legge, e la legge la fa il Parlamento'
21/01/2010, 12:01

ROMA - Continuano gli attacchi contro i magistrati da parte di esponenti del governo o della maggioranza, in difesa dell'impunità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Oggi tocca al Ministro della Giustizia Angelino Alfano che, intervenendo alla Camera dei Deputati, sulla relazione dello stato della giustizia. "I magistrati devono applicare la legge - ha spiegato il Guardasigilli - perché soggetti non al governo né al ministro, ma alle leggi del Parlamento, che esprime la sovranità popolare, la stessa in nome della quale i giudici emettono le sentenze. Non ci sono sovranità maggiori o minori". Inoltre ha annunciato che verrà abbattuto in 1000 giorni (cioè circa 3 anni, vale a dire a fine legislatura, ndr) il carico pendente nel settore del processo civile pari a oltre 5 milioni di cause. E ha concluso dicendo che la sfida è quella "tra chi vuole cambiare la giustizia e l'Italia in direzione migliorativa e chi, invece, vuole lasciare le cose così come sono".
In realtà non vale la proprietà transitiva: i magistrati interpretano ed applicano la legge fatta dai parlamentari; ma questo non significa applaudire a qualsiasi legge venga fatta. Soprattutto se è una legge come questa sul "processo breve", che cancellerà, secondo l'ANM, quasi il 50% dei processi in corso. E non pochi di essi saranno processi di mafia.

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di Antonio Rispoli
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