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"Il problema è solo la norma transitoria"

Alfano: "Il processo breve lo ricalendarizziamo alla Camera"

Il Pdl pensa di reintrodurre altre norme salva-premier

Alfano: 'Il processo breve lo ricalendarizziamo alla Camera'
01/02/2011, 15:02

ROMA - Il Pdl riparte all'offensiva dei magistrati, per fermare i nuovi processi iniziati presso la Procura della Repubblica di Milano. Dopo le anticipazioni di Repubblica, la conferma l'ha data il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. In una conferenza stampa tenuta al Parlamento Europeo, a Bruxelles, ha parlato della legge sul cosiddetto processo breve: "Il tema non è mai stato cancellato dall'agenda politica della nostra coalizione ed anche pronunciamenti recenti della Corte di Strasburgo richiamano l'Italia ad una accelerazione dei processi. Ribadisco quanto ho sempre detto e cioé che a determinare un veemente dibattito nella politica italiana non è il tema, che viene sviluppato per l'intero arco del disegno di legge, di un processo che abbia una sua conclusione certa in tempi ragionevoli, quanto l'impatto di un'eventuale norma transitoria. Ovvero la sua applicazione ai processi in corso".
Ma questa norma bloccherebbe solo i processi vecchi come il processo Mills e quello sui fondi neri di Mediaset, e probabilmente anche il processo Mediatrade. Ma è non sufficiente a bloccare quello per concussione e prostituzione minorile, che sta per iniziare a Milano. E quindi si pensa di inserire nella legge anche un vecchio pallino di Niccolò Ghedini e di Gaetano Pecorella, avvocati del premier. Cioè una legge che vieti ai giudici di sindacare le liste testimoniali presentate dalle parti. Attualmente, quando i Pubblici ministeri e le difese presentano le liste testimoniali, i giudici decidono chi ammettere e chi no, rispettando una serie di norme previste nel Codice di Procedura Penale: vengono eliminati i testi che devono testimoniare su cose che c'entrano poco con i fatti del processo (spesso la difesa chiama persone per dimostrare che la controparte è un bugiardo o una persona inaffidabile), oppure impongono di ridurre le liste, per esempio quando ci sono tanti testi che devono testimoniare su un singolo fatto. Secondo questo disegno di legge, nota come legge Pecorella, invece i giudici non avrebbero più alcun potere di valutazione, dovrebbero accettare passivamente qualsiasi lista testimoniale. SI tratta di un giochetto che impedirebbe lo svolgimento di qualsiasi processo: un avvocato chiama a testimoniare un milione di persone, è evidente che il processo non finirà mai.

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di Antonio Rispoli
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