Politica / Politica

Commenta Stampa

Il segretario nazionale appiane le discordie

Alfano: niente frizioni, Caldoro è nostra espressione


.

Alfano: niente frizioni, Caldoro è nostra espressione
31/01/2012, 15:01

NAPOLI - Accolto da una folla entusiasta Angelino Alfano ha fatto la sua comparsa in quelle di Palazzo Partanna testimonial di se stesso e del suo libro: "La mafia uccide d'estate". Un momento ideale di riflessione sull'andamento del Pdl in Campania e per gettare acqua sul fuoco delle polemiche in merito al fronte contrario al governatore Caldoro. Si era capito subito che il volume era solo la scusa editoriale che ha permesso al coordinatore nazionale del partito di entrare nel contenzioso campano e cercare di capire le ragioni di tutti. A questo scopo Alfano ha incontrato, in un breafing, i vertici del partito in Campania non solo per fare il punto sull'azione politica del dopo Cosentino, ma anche per tracciare una linea comune a superamento di polemiche e bastian contrari. Il volume, presentato brillantemente dal magistrato Marco Bottino che ne ha evidenziato l’impalcatura editoriale e giudiziaria di un giovanissimo ministro della Repubblica alle prese con grosse responsabilità, è servito anche come riflessione sui tre anni dedicati da Alfano al dicastero della giustizia. Non solo libro, dunque, ma una visita ad ampio raggio nella quale Alfano ha toccato con mano la complessa realtà campana, venendo a capo, non si sa in che misura, di una situazione che alla lunga avrebbe potuto nuocere alla compagine politica al governo regionale. Intanto Angelino Alfano ha funto da collante, le sue parole da monito affinché il partito non disperda l'immenso lavoro fatto in questi anni. E mentre la cordata Nitto Palma - Landolfi si affretta a defilarsi in sordina al termine della manifestazione, gli altri volti noti del Pdl si soffermano a discutere di sinergia e coesione. Per Gianni Lettieri la venuta di Alfano è un segnale sicuramente positivo e rassicurante; per il consigliere regionale Luciano Schifone le parole di Alfano devono far riflettere per trovare una via da percorrere insieme; per il presidente del consiglio regionale Romano, la polemica sul ruolo di Caldoro è superata proprio grazie all'intervento del numero 1 del partito. Un fatto è certo: parlare di mafia e di Sicilia è servito ad Alfano per sottolineare col sorriso che gli è proverbiale, i suoi distinguo nei confronti delle lobby e delle cricche, che in Campania, stanno generando enormi divari tra la teoria e la pratica.

Commenta Stampa
di Rosario Lavorgna
Riproduzione riservata ©