Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Le parole del ministro sul ddl del senatore Valentino

Alfano, "No alla legge anti-pentiti"


Alfano, 'No alla legge anti-pentiti'
02/02/2010, 19:02

ROMA – No alla legge “anti-pentiti”. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dice no a una legge proposta dal  senatore Giuseppe Valentino, vice di Ghedini: “ è una iniziativa personale  Il cosiddetto decreto anti-pentiti - ha detto oggi Alfano riferendosi al disegno di legge presentato del parlamentare del Pdl -non fa parte del programma di governo, non fa parte dei progetti del governo, non è avvallata dal governo». Nessuna iniziativa di Governo o di partito, ma più semplicemente una proposta di un singolo parlamentare, come ha tenuto a precisare anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Ma, se la maggioranza mette le mani avanti, l’opposizione attacca. Per la presidente dei senatori del Partito democratico, Anna Finocchiaro,  “Il ddl Valentino è pericolosissimo”.  Un allarmismo che appare giustificato. Se passasse la riforma Valentino, infatti, le dichiarazioni di uno o più pentiti, anche se attendibili, sono assolutamente inutilizzabili se non esistono prove che possano riscontrarle. Inoltre, non potrà essere ammessa alcuna dichiarazione da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria.
Se queste norme venissero approvate “azzererebbero, di fatto, - aggiunge la senatrice del Pd - i processi di mafia, anche in presenza di sentenze di condanna di primo e secondo grado e interromperebbero le collaborazioni dei pentiti. Evidentemente bisogna sovvenire a qualche esigenza particolare”.
Ma il diretto interessato, Giuseppe Valentino, si difende: “Dicono stupidaggini. La lotta alla mafia è una cosa seria e queste sono considerazioni superficiali e demagogiche che vanno respinte. Lo ha il dovere di combattere la mafia. Il testo presentato è utile ad un processo più giusto. Se è vero che le condanne devono essere inflitte oltre ogni ragionevole dubbio, è indispensabile che i criteri di valutazione della prova rispondano a principi di tassatività”.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©