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"No a ritiro sic et simpliciter del provvedimento"

Alfano, si procede con il processo breve


Alfano, si procede con il processo breve
10/12/2009, 22:12

ROMA- Si apre con una ferma dichiarazione d'intenti l'intervento del ministro della Giustizia Angelio Alfano a Porta a Porta. Rispondendo alla richiesta del leader Udc Pierferdinando Casini di annullare il provvedimento sul processo breve il Guardasigilli ha difatti replicato in maniera secca:"Condividiamo lo spirito del ddl mentre non condividiamo la tesi del ritiro 'sic et simpliciter' del provvedimento. Alfano ha poi precisato che "Il testo e' al Senato e dunque ci si confronta per vedere i miglioramenti".
Secondo  Casini, però, tali miglioramenti sono impossibili e, il testo di legge, andrebbe "mandao al macero" dato che  "e' una cosa immangiabile che ha mille ragioni per essere dichiarato incostituzionale" . Riguardo il coinvolgimento del Premier il capo dell'unione di centro ha sottolineato poi che:"Occorre riconoscere che esiste il problema Berlusconi e noi al riguardo abbiamo cercato di fare una proposta sul legittimo impedimento.
Ma quando il Pdl presenta in merito una proposta che estende a tutti i parlamentari il legittimo impedimento fa scappare da ridere. Gia' in Parlamento si lavora cosi' poco. In pratica sarebbe un'impunita' permanente per tutta la classe politica". 

IL "NO" DEL CSM
In linwa con Casini pare però esserci la sesta sessione del Csm che, proprio ieri, aveva rilevato dei principi di incostituzionalità. Non solo, il Consiglio Superiore della Magistratura aveva fatto letteralmente a pezzi la proposta legislativa del governo parlando di "inedita amnistia processuale" per i reati di "considerevole gravità" con relativo rischio di "paralisi dell'intera attività giudiziaria" ed annesso "incremento di danni finanziari a carico dello stato". Tuttavia il  vice presidente Nicola Mancino, tenata di non mettere carne a cuocere ricordando che:"Il Csm suggerisce correzioni, non si pone di traverso rispetto all'iter del disegno di legge discusso in Parlamento, organo autonomo e sovrano". Ma quali sono, nel dettaglio, i principi di costituzionalità violati dal provvedimento? Innanzitutto l'articolo 111 sul giusto processo e, in contemporanea, visto che "privilegia il rispetto della rapidita' formale alla necessita' che il processo si concluda con una decisione di merito", anche l'articolo 24 che riguarda il diritto alla difesa. Inoltre "pone problemi di compatibilita' con l'articolo 112, che sancisce l'obbligo dell'azione penale da parte del pm" visto che "depotenzia lo strumento processuale e irragionevolmente sacrifica i diritti delle parti offese".
A giudicare dai pareri espressi dai magistrati, in effetti, sembra piuttosto difficile per il testo di riforma riuscire a destreggiarsi tra le numerose e fondamentali modifiche necessarie senza in pratica essere totalmente stravolto.
 

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di Germano Milite
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