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Sul Corriere il nuovo piano del Guardasigilli

Alfano:"Pronti fondi straordinari per il processo breve"


Alfano:'Pronti fondi straordinari per il processo breve'
28/08/2010, 10:08

ROMA - Sul Corriere della Sera, a firma Maria Antonietta Calabrò, compare un articolo che rimette al centro dell'attenzione l'oramai stranoto nodo del "processo breve".
In effetti, se breve sarà mai il processo, l'iter d'approvazione si preannuncia piuttosto lungo ed insidioso. Lo sa bene Angelino Alfano che, di ritorno dalle sue vacanze alle eolie, attende la nuova fiducia concessa alla maggioranza dal Parlamento dichirando al quotidiano milanese che "noi siamo pronti a investimenti straordinari nel sistema giustizia per adeguare la macchina alle nuove esigenze del processo breve".
Alla domanda sul "come" il ministro della Giustizia risponde precisando che "siamo pronti a incontrare i magistrati dei principali uffici giudiziari  per concordare le scelte organizzative più efficaci". Riguardo il quando, invece, come intuibile si parla senza ulteriori rimandi di un "subito" e, cioè, con i suddetti incontri che "si avvieranno immediatamente, in parallelo all'esame del disegno di legge".
Il testo, approvato al Senato circa 8 mesi fa ed impantanatosi pervicacemente a Montecitorio fino ad oggi, non dovrebbe subire variazioni dato che "noi condividiamo l'impianto del testo approvato al Senato". Per tale motivo, dunque, alla ripresa dei lavori prevista per l'8 settembre prossimo, la discussione ed approvazione del processo breve  "è una delle priorità che metteremo in campo". In corso d'intervista il ministro ci tiene però a precisare che, a suo avviso, il termine processo breve non è corretto e che, al suo posto, andrebbe usata la defizione "processo certo" o "ragionevole durata del processo".
In effetti, come sottolinea la Calabrò "La giurisprudenza della Cassazione e della Corte di Strasburgo ormai impone allo Stato italiano, ogni anno, milioni e milioni di euro di risarcimenti proprio per la lentezza cronica della giustizia. E c'è un'apposita legge, la famosa legge Pinto, che stabilisce come ottenere i risarcimenti".
Per tale ragione, nelle idee dichiarate del governo, si intende promuovere "un procedimento giudiziario, con tempi certi di svolgimento, dei vari gradi di giudizio, per superare solo nei casi più gravi i sei anni standard". Niente di stravolgente, quindi, dato anche che, come precisa ancora Alfano "il testo approvato a Palazzo Madama riprende idee già condivise dalla sinistra in vari disegni di legge".
Resta però quello che potrebbe definirsi un cavillo ma che appare di fondamentale importanza per l'opposizione. In particolare si tratta della tanto contestata norma transitoria grazie alla quale, la nuova legge, potrà essere retroattivamente applicata ai processi in corso per i reati con pene sotto i dieci anni a patto che, tali reati, siano stati commessi prima del 2 maggio 2006. Un data che a tanti non sembra per niente casuale visto che, i  processi Mills e Mediaset (ricollegati come noto al Premieri), vengono inglobati proprio all'interno di quel periodo.
La risposta del Guardasigilli ("la sinistra dice no alla norma transitoria soltanto perché vittima di un pregiudizio politico") non è delle più convincenti.

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di Germano Milite
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