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Il ministro della Giustizia lancia un monito ai magistrati

Alfano:"Si combatta la mafia senza andare in tv"


Alfano:'Si combatta la mafia senza andare in tv'
09/12/2009, 19:12

Dopo le attesissime dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, il gelo calato sul Premier in persona e sul senatore Marcello Dell'Utri, la scoperta dell'arresto ad orologeria dei due latitanti Nicchi e Fidanzati raccontato anche da Gioacchino Genchi in un video comparso su youtube, a difendere l'operato del governo e a rimarcare l'idea che, il Pdl, sia in assoluto la forza politica che più d'ogni altra ha "regalato" possendi randellata alla malavita organizzata arrivano direttamente il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il ministro degli Interno Roberto Maroni.
I due annunciano anche che, la maggioranza, intende sconfiggere la mafia per sempre; grazie ad un piano straordinario già varato che partirà il prossimo gennaio.

LA FRECCIATA

Alfano, dopo aver ricordato che "
questo Esecutivo ha avviato una azione di contrasto alla mafia senza precedenti negli ultimi decenni" rivolge un ringraziamento al procuratore capo di Palermo Francesco Messineo per "il tris degli arrestati Raccuglia, Nicchi e Fidanzati". Poi mette su la maschera del "cattivo" lancia una possente frecciata ai magistrati ricordando che "Si può combattere senza andare in tv o a fare convegni". Visto che, sottolinea ancora il ministro  "Lavorando di più in Procura e senza le luci delle telecamere si arresta qualche latitante in più".

I DATI SUGLI ARRESTI

Arriva poi lo smargiasso momento dello sciorinamento dei dati riguardi i successi del governo. Alfano ricorda che, nei suoi 185 giorni di governo, ha consumato diverse penne per firmare 167 provvedimenti di 41-bis. A questi debbono poi essere sommani altri 769 provvedimenti di proroga per il copioso totale di 946 decreti collegati al 41- bis. Lo show dei numeri continua quando il Guardasigilli conclude ricordando che, dei quasi 1000 decreti "
solo 67 sono stati annullati dai tribunali di sorveglianza, un dato dimezzato rispetto a quello degli anni trascorsi".
Dati più che positivi vengono illustrati anche dal ministro degli Interni che parla di mesi di governo (18) e numero di latitanti pericolosi arrestati (21 su 30). Il commento di Maroni è comprensibilmente carico d'orgoglio:"Un risultato superiore del cento per cento rispetto ai 19 mesi precedenti; sono stati inoltre arrestati 299 latitanti (+83%), confiscati 2.942 beni per un valore di 1,8 miliardi di euro (+328%), mentre i beni sequestrati sono stati oltre 11 mila, per un valore di 6,2 miliardi di euro (+71 per cento)".
Il ministro leghista propone poi anche di formare "una vera e propria agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati che possa valorizzare quelli sequestrati fino a che non arrivi il provvedimento di confisca e possa utilizzare al meglio i beni confiscati, anche vendendoli". Qualcuno però muove una ragionevole obiezione: e se questi beni poi finissero con l'essere riacquistati dalla mafia stessa? Maroni risponde così:"Si prenderanno tutte le opportune, adeguate cautele e precauzioni perchè nè direttamente, né indirettamente per interposta persona tornino nel patrimonio della mafia".

GASPARRI IL POLEMICO
La zeppata finale è opera del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri il quale ricorda che:"Il 41-bis  è stato prorogato nell'inerzia del governo Prodi e D'Alema. Nel 2002 è stato reso permanente e grazie al centrodestra quella norma è stata ulteriormente inasprita. Alcuni di noi - ha in ultimo precisato Gasparri - sono docenti dell'antimafia, alcuni della sinistra sono latitanti dell'antimafia".
La risposta del capogruppo Pd Anna Finocchiaro non si è fatta però attendere ed ha precisato che:"Non è vero quello che dice Gasparri. Anche la proroga del 41-bis del 1995 non fu il Governo Berlusconi a proporla, ma fu di iniziativa parlamentare, dei parlamentari del Pds. Nel '99 le proposte di proroga furono due: una di Gasparri e una di Folena".
Al di la delle scaramucce da scarica barile, i dati presentati da Maroni ed Alfano paiono parlare il linguaggio chiaro e poco confutabile della matematica. Dunque, mano ai numeri, chi ha ragione? Il Pdl che si vanta di essere la formazione politica più "cattiva" con la mafia o coloro che vedono questo governo addirittura più amico dei mafiosi rispetto ai precedenti? I numeri danno ragione al popolo delle libertà ma, la politica e i politici, sono in grado di trasformare in opinione anche la matematica; o no?

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di Germano Milite
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