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Un'altra seduta fiume sul Piano che non decolla

Alla Regione un fallimento grande quanto una "casa"


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Alla Regione un fallimento grande quanto una 'casa'
14/10/2009, 17:10

NAPOLI - Ieri doveva essere la giornata decisiva, come annunciato anche da Julie news, per l’approvazione del piano casa della Campania. Tutto sembrava a posto. Invece, dopo l’ennesima seduta fiume del Consiglio regionale, si torna punto e a capo. Il centrosinistra non riesce proprio a trovare la quadra e sfuma l’intesa su un provvedimento delicato e di vitale importanza per lo sviluppo armonico del territorio e per riportare l’edilizia nei canoni della legalità.
Eppure, il testo è stato presentato dalla giunta e votato in commissione Urbanistica all’unanimità. L’esame dell’aula, però, si è rivelato più difficile del previsto e l’iter burocratico si annuncia ancora tortuoso.
Stamattina conferenza stampa del Popolo delle libertà per rimarcare e sottolineare l’ennesimo fallimento targato Antonio Bassolino. “La maggioranza non esiste più e non è in grado di approvare il Piano casa né altri provvedimenti”. Il Pdl ed il centrodestra non fanno più sconti. Franco D’Ercole, Paolo Romano, Pasquale Marrazzo, Ermanno Russo, Salvatore Ronghi, e Nicola Ferraro: all’appello in sala stampa non mancava nessuno. “Siamo indignati per quanto accaduto ieri - ha spiegato Franco D’Ercole, coordinatore dell’opposizione in Consiglio -; il centrosinistra, ostaggio della sinistra antagonista, sta bloccando il Piano casa, un provvedimento atteso dal territorio e al quale il centrodestra ha dato un importante e responsabile contributo allo scopo di rilanciare l’economia e dare una risposta al disagio abitativo. E’ evidente - conclude D’Ercole - che se la maggioranza non assumerà, nei fatti, una posizione politica chiara, il nostro atteggiamento dovrà cambiare a cominciare dal fatto che non garantiremo più il numero legale”.
Il testo prevede importanti novità a partire dall’edilizia economica e popolare. I vecchi edifici Iacp, ubicati in aree degradate, potranno essere abbattuti e ricostruiti senza alterare la volumetria dei fabbricati. Un aumento della volumetria, pari al 20 per cento, prevista, invece, per gli edifici non superiori a mille metri cubi. Il bonus volumetrico sale al 35 per cento per le palazzine da abbattere e ricostruire. Particolare attenzione alle aree industriali dismesse, con la possibilità di cambi di destinazione d’uso. In questo caso il concessionario deve destinare almeno il 20 per cento del valore creato all’housing sociale.
Il testo è buono. All’appello manca una maggioranza politica. Il centrosinistra non riesce a far quadrare i conti. E’ arrivato alla fine della legislatura senza fiato, consapevole di aver fallito. Anche coloro che si attendevano ieri, in aula, uno scatto di dignità sono rimasti delusi. Ormai non hanno più niente da perdere e nulla da dare. Si è chiuso un ciclo. Un fallimento grosso quanto una “casa”. Anzi, quanto un grattacielo.  
 

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di Giovanni De Cicco
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