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Il Pdl implode: diversi i segnali di malumore

Alle amministrative, pensando al post Berlusconi

Clima teso e paura di perdere i ballottaggi

Alle amministrative, pensando al post Berlusconi
27/05/2011, 10:05

ROMA – Le polemiche con il Carroccio sullo spostamento dei ministeri, che praticamente hanno tenuto banco per tutta la settimana; i malumori di Claudio Scajola, come anche quelli di Michaela Biancofiore, che minaccia di lasciare il partito perché in polemica con il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri. Come se non bastasse, le parole del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, che pare voglia autocandidarsi ufficialmente, chiamando in causa anche altri esponenti di governo, per il post Berlusconi (una notizia, questa, che fa storcere il naso ai fidati dello stesso presidente del Consiglio). Tutti questi elementi bastano da soli a far capire come il clima sia teso e come, soprattutto, la paura di perdere i ballottaggi agiti le acque nel Pdl.
Ma soprattutto l’impressione che si ha è che, nonostante il Cavaliere abbia richiamato il partito a mettere da parte tensioni e malumori e nonostante cerchi di far emergere una immagine di unione e compattezza, l’ordine del giorno sia uno solo: cosa fare nel caso di sconfitta e soprattutto che peso avrà il responso delle urne sugli equilibri di governo e all’interno della maggioranza. Non è un caso, infatti, che anche tra i più fedeli al premier vi sia chi ammette che la situazione è realmente complicata e che, viste le divisioni interne e la richiesta da parte dei più malpancisti, si sia al lavoro per trovare dei capri espiatori per l’eventuale sconfitta elettorale. Come se questa sconfitta elettorale sia quasi data per certa. Proprio a Montecitorio inoltre si parla di lettere indirizzate al Cavaliere, in cui interi settori del partito elencano una serie di problemi a cui bisogna trovare assolutamente una soluzione. Benché lo si neghi, insomma, la sensazione è che ci si trovi dinanzi ad un’implosione interna al Pdl e che si stia prendendo in seria considerazione l’ipotesi di un post Berlusconi senza Berlusconi.
La prima occasione, intanto, per capire l’exit-strategy del premier, per evitare la frantumazione ufficiale del partito, sarà l’ufficio di presidenza convocato martedì sera. Un appuntamento in cui il premier proverà ancora una volta a ricompattare lo stato maggiore del Pdl.

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di Antonio Formisano
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