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ALTRE MODIFICHE NEL DECRETO FISCALE: NORME MENO PENALIZZANTI PER I PRECARI


ALTRE MODIFICHE NEL DECRETO FISCALE: NORME MENO PENALIZZANTI PER I PRECARI
31/07/2008, 07:07

Arrivano (pare) ulteriori emendamenti al decreto fiscale che, dopo essere stato approvato alla Camera, ora è al Senato per la seconda lettura. Innanzitutto si vuole limitare la norma antiprecari (quella che impedisce la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo determinato dopo certi lunghi periodi di tempo) a coloro che hanno delle cause lavorative pendenti. In questa maniera si creeranno precari di serie A e precari di serie B. Inoltre la cancellazione degli assegni sociali è stata limitata solo agli extracomunitari e a coloro che non possono dimostrare di essere in Italia da più di 10 anni. Insomma, ad una pessima manovra economica (vedi il blog "Il decreto fiscale") aggiungiamo anche due bei profili di incostituzionalità.

La maggioranza difende le misure prese, a cominciare dal Ministro del Welfare Sacconi, che a proposito della norma antiprecari ha detto ieri alla Camera che è una sanatoria necessaria, altrimenti il danno economico delle Poste sarà elevatissimo (invece chi se ne frega del danno che questo comportamento ha arrecato e arrecherà a decine o centinaia di migliaia di persone? ndr). Ma l'opposizione è insorta, a cominciare dal leader del PD, Walter Veltroni, che ha accusato il governo di mettere le mani nelle tasche degli italiani in vari modi. Innanzitutto con l'inflazione programmata all'1,7%, nettamente inferiore al 4% di inflazione ufficiale, che stimola una tassa che colpisce soprattutto i poveri: l'impoverimento del potere di acquisto. Inoltre anche misure come la tanto propagandata "Robin Hood Tax" si ripercuoteranno sui cittadini, diminuendone la disponibilità di denaro.

Infatti è stupido pensare che compagnie petrolifere, assicurazioni e banche non approfittino della scusa della tassa da pagare per aumentare i loro margini di guadagno. Anzi, le compagnie petrolifere già hanno iniziato, aumentando il prezzo della benzina anche se il petrolio è sceso nelle ultime settimane di ben 20 dollari al barile; e sono in aumento le segnalazioni di aumenti delle tariffe delle compagnie assicurative o dei costi dei servizi di alcune banche. Segno evidente che già adesso i cittadini stanno pagando la Robin Hood Tax.

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di Antonio Rispoli
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