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Amato: "Agrimonda di Mariglainella, un errore inserirla nei SIN"


Amato: 'Agrimonda di Mariglainella, un errore inserirla nei SIN'
11/05/2012, 17:05

«E’ inconcepibile, dopo 17 anni, che quei rifiuti siano ancora là, ma molti dubbi si devono sollevare anche sull’individuazione di quell’area all’interno del Sito di Interesse Nazionale del Litorale Domitio Flegreo, atto che tra l’altro non ha prodotto risultati» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale Bonifiche e siti smaltimento rifiuti Antonio Amato, che stamane con i consiglieri Mafalda Amente e Corrado Gabriele, componenti dell’ufficio di Presidenza della Commissione, si è recato in sopralluogo nell’ex deposito di Fitofarmaci di Marglianella incendiatosi nel 1995, dopo aver incontrato il sindaco del comune nolano Felice Di Maiolo, il Dott. Antonio Marfella dell’associazione Medici per l’Ambiente, i rappresentanti dell’associazione “La Fenice” «E’ inconcepibile che quei rifiuti siano ancora lì e che nel piano bonifiche regionali si tratti quel sito ancora in termini di messa in sicurezza. C’è un primo imprescindibile atto: rimuovere quei rifiuti speciali e pericolosi e portali nelle discariche autorizzate. Poi si verificheranno le eventuali successive operazioni di bonifica. Su questo l’intera commissione si adopererà perché l’assessorato intervenga con urgenza e senza più assurde attese. Ma la storia della bonifica di questo sito» continua Amato «solleva tante perplessità. Perché un’area comunque ridotta e un’operazione di rimozione rifiuti dai costi comunque limitati fa rientrare Agrimonda in un SIN? Come si giunge ad un progetto tecnico del comune di oltre 8 milioni di euro che il Ministero dell’Ambiente declassifica da progetto di bonifica a semplice intervento di rimozione rifiuti? Perché tanti soldi? Servivano realmente per un’area così ridotta quasi un decimo dei soldi complessivamente stanziati per le bonifiche campane? I soldi del Commissariato Bonifiche, poi»continua Amato «non sono mai giunti, perché spesi per i progetti di bonifica relativi a SOGERI e Laghetti di Castel Volturno e Masseria del Pozzo- Schiavi a Giugliano. Risultato: i rifiuti sono ancora lì. Che senso ha avuto allora tutto questo? Era davvero necessario inserire Agrimonda in un SIN? Condivido i dubbi e le riflessioni sollevate quest’oggi dal Dott. Marfella e dall’Associazione La Fenice e con loro» conclude il Presidente della Commissione «convengo innanzitutto su un punto: si rimuovano urgentemente quei rifiuti, si risolverà così, in modo sicuramente più snello e semplice, e anche notevolmente meno oneroso per la comunità, gran parte dei problemi di quell’area»

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di Redazione
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