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Amato: "Caldoro cancella possibilità di sviluppo occupazionale sui beni confiscati"


Amato: 'Caldoro cancella possibilità di sviluppo occupazionale sui beni confiscati'
07/07/2010, 11:07


NAPOLI - «Tagli indiscriminati che colpiscono la lotta alla criminalità organizzata e per la legalità. Detto in altre parole un regalo alla camorra» lo denuncia il Presidente della Commissione sui Beni confiscati Antonio Amato alla luce della delibera di giunta che cancella il Protocollo per la realizzazione di un programma condiviso di sviluppo occupazionale sui beni confiscati «Nella furia di abrogare gli atti della precedente giunta, motivata dallo sforamento del patto di stabilità, si sta agendo indiscriminatamente senza alcun raziocinio. Si annulla una delibera di giunta, la 1874 del 22 dicembre scorso, con la quale si approvava un Protocollo d’intesa con il Ministero del Lavoro tra l’altro già firmato a gennaio da Bassolino e Viespoli, per valorizzare i beni confiscati e farne un’occasione di sviluppo ed occupazione. Ora si annulla anche il protocollo già firmato? Oppure si vuole “solo” svuotarlo eliminando lo stanziamento di 720 mila euro recuperati dal POR/FSE 2007/2013? Il protocollo» afferma Amato «serve a preparare progetti produttivi di riutilizzo dei beni confiscati, a istituire corsi di formazione per la creazione di cooperative sociale giovanili destinate al lavoro sui beni stessi ed a porre le condizioni per la creazione e l’avvio d’imprese fino al lancio sul mercato. Che fine faranno ora i progetti avviati? E che idea si ha di riutilizzo sociale dei beni confiscati e più in generale di lotta alla criminalità organizzata se si operano simili azioni di taglio degli stanziamenti e il blocco di progettualità già in corso? E’ irresponsabile ed incomprensibile agire per ragioni di cassa senza distinguo e senza alcuna concertazione. La necessità di colpire la criminalità organizzata nel cuore dei suoi interessi economici» conclude Amato «è questione prioritaria per il rilancio di questa regione. Con la sospensione di questo protocollo è come se le Istituzioni Campane si arrendessero al potere della camorra».

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di Redazione
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