Politica / Parlamento

Commenta Stampa

AMATO, CI SONO CENTRALI EVERSIVE CHE ALIMENTANO VIOLENZA


AMATO, CI SONO CENTRALI EVERSIVE CHE ALIMENTANO VIOLENZA
13/11/2007, 13:11

Ci sono ''centrali eversive che alimentano l'estremismo nelle tifoserie, che cercano di assoldare come militanti armati contro la polizia tanti giovani che trovano cosi' la loro identita'''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Amato riferendo in aula alla Camera sulla morte di Gabriele Sandri.  La procura di Roma, ha proseguito, ''ha inteso verificare se negli incidenti di domenica sera c'e una possibile connessione terroristico-eversiva, ma questo e' uno dei temi che dobbiamo affrontare e dobbiamo liberarne il calcio''.
''Noi abbiamo vissuto ore difficili, non siamo stati in grado di dare un'informazione tempestiva, ma il Viminale non ha occultato nulla che sapesse'', ha detto anche il ministro che ha parlato di morte 'assurda e ingiusta'.  ''Se qualcuno spara quando non deve sparare - ha sottolineato il ministro - le sue responsabilita' sono da accertare con la massima severita'; l'essere poliziotto non esime dal rispetto delle regole, al contrario, impone che le regole siano rispettate con ancora maggiore impegno''.

''Abbiamo fatto fatica - ha spiegato ancora Amato - anche a capire quali fatti fossero accaduti quella mattina. Inizialmente ci era stato detto che erano stati spari in aria, poi sembra definitivamente accertato che lo sparo e' avvenuto con le braccia tese dall'altra parte dell'autostrada. Resta da capire perche', ammettendo che il primo sparo fosse stato rivolto in alto, la pistola non fosse stata riposta nella fondina come e' previsto, perche' ci sia stato ancora un secondo sparo''. Gabriele Sandri ''non sarebbe morto se quel poliziotto non avesse sparato, ma neanche se i tifosi di due squadre diverse, incontrandosi in un autogrill, non si cimentassero in risse, ma bevessero un caffe' insieme. Nel basket e in tutti gli altri sport e' cosi' che capita, nel calcio continuano invece ad accadere questi fatti tremendi'', ha aggiunto Amato sottolineando poi che domenica sera, a Roma, le forze dell'ordine non hanno reagito come potevano ma hanno deciso di ''controllare'' i violenti e cosi' ''e' stata evitata una mattanza''. "L'uccisione del tifoso laziale e' stata per i tifosi violenti ''l'occasione cercata e trovata per rialzare le bandiere ammainate dopo la morte di Raciti". "C'e' stata rabbia cieca ed eversiva', ha detto il ministro.
Amato ha giudicato percio' 'giusto' lo stop del calcio deciso per domenica, un occasione - ha sottolineato  il ministro - per riflettere.
E' ''giusta'' la sospensione dei campionati decisa per domenica ''se e in quanto il mondo calcio la sappia vivere come espressione di un lutto per un giovane che non c'e' piu', ma anche per riflettere sui modi per far scomparire la violenza dagli stadi''.
Il ministro dell' Interno Giuliano Amato, che sta esponendo in aula i fatti di domenica scorsa nei quali ha perso la vita il giovane tifoso laziale, viene interrotto piu' volte dal leader dell' Udc Pier Ferdinando Casini, che lo invita ad assumersi ''le sue responsabilita'''. Ad ascoltare il numero uno del Viminale ci sono il leader di An Gianfranco Fini e quello dell' Udc. Ma e' quest'ultimo che interviene polemicamente alzandosi anche in piedi e gridando piu' volte nei confronti di Amato: ''Lei si deve assumere le sue responsabilita'!''.
 La famiglia di Gabriele e molti suoi amici vegliano la salma del loro caro nella camera ardente allestita a Roma nella sala Santa Rita di piazza Campitelli. La mamma ed il papa' di Gabriele sono appoggiati sul feretro coperto da un velo bianco, in silenzio. Cristiano, il fratello di 'Gabbo', e' seduto su una sedia e saluta gli amici giunti a rendergli omaggio e con molta compostezza veglia la salma di Gabriele. Moltissimi sono i fiori lasciati da chi e' venuto ad omaggiare fino ad ora il giovane tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto domenica scorsa. Le persone giunte a far visita a Gabriele stanno sfilando silenziosamente.
Una di loro si e' chiesta: ''come si puo' morire in questo modo?''. ''Una morte tragica, chiunque poteva trovarsi li' in quel momento - ha detto un altro in sintonia con i commenti di molti presenti - non si deve morire cosi'. Speriamo che giustizia sia fatta''. ''La scorsa settimana - ha detto una persone in fila - un romeno ha ucciso quella donna a Tor di Quinto. Questa volta a uccidere e' stato un poliziotto e dovra' essere fatta giustizia nello stesso modo''.
   ''Non ho parlato con nessuno, ho parlato solo con il magistrato. Tutto cio' che leggete sui giornali e' invenzione vostra''. Lo ha detto Luigi Spaccarotella, l'agente di polizia indagato per l'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica scorsa in un'area di servizio sull'A1 ad Arezzo. L'agente ha risposto cosi' dal citofono di casa, nella citta' toscana, alla domande dei giornalisti.
(Fonte:ansa.it)

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©