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Amato: "Già il Cnel nel 2007 chiedeva che i beni confiscati non fossero venduti"


Amato: 'Già il Cnel nel 2007 chiedeva che i beni confiscati non fossero venduti'
27/11/2009, 15:11


NAPOLI - La vendita all’asta, ipotesi che ogni tanto riaffiora nelle discussioni sulla stampa, è decisamente da evitare perché: 1) mostrerebbe l’incapacità da parte dello Stato di sapere utilizzare al meglio beni di natura mafiosa; 2) potrebbe restituire ai mafiosi quello che ai mafiosi è stato sottratto essendo difficile, per non dire impossibile - data l’alta e comprovata capacità di intimidazione - che un bene posto all’asta possa finire nelle mani di chi non è legato direttamente o indirettamente al precedente conduttore mafioso. Queste non sono né le parole di Don Ciotti, né quelle dei familiari delle vittime della mafia. E’ quanto si legge in una Pronuncia votata all’unanimità dall’assemblea del CNEL del 29 marzo 2007. Il documento viene ripreso dal consigliere regionale del PD Antonio Amato che aggiunge «Il CNEL, poi, valuta che sia assolutamente indispensabile mantenere l’asse portante della legge che vietava la vendita dei beni e destinava gli stessi ai Comuni, allo Stato, alla società civile, alle cooperative di giovani e di lavoratori. Presidente del CNEL è Antonio Marzano, già Ministro delle Attività Produttive di Berlusconi, non credo possa quindi essere accusato di faziosità. Finiamola, poi, anche col considerarla una questione elusivamente meridionale, visto che dai dati nella relazione annuale del 2008 del Commissario Straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni emerge, ad esempio, che in Lombardia ci sono 153 aziende.e 587 beni confiscati. Insomma» continua Amato «ci troviamo di fronte ad un governo che, con presuntuosa ignoranza, non vuole ascoltare nessuno, nemmeno i suoi organi consultivi, nemmeno i suoi ex ministri. E tratta una questione di rilevanza nazionale col solo obiettivo di fare cassa. Il consiglio regionale della Campania» afferma ancora il Consigliere «è chiamato ad approvare giovedì prossimo l’ordine del giorno con cui aderisce all’Appello di Libera e che è già stato sottoscritto dai capigruppo e consiglieri della maggioranza, dell’Udc e del MPA. Speriamo che il Presidente Napolitano, il Presidente Fini e Il Presidente della Commissione Antimafia Pisanu possano intervenire fattivamente perché alla Camera questo emendamento venga ritirato. Non facciamo un regalo alla mafia, non permettiamo una clamorosa sconfitta dello Stato»

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di Redazione
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