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Bersani: "Ci sono condizioni per scelta condivisa"

Amato: il candidato al Colle che piace agli States

Potrebbe risolversi tutto domani in giornata

Amato: il candidato al Colle che piace agli States
17/04/2013, 20:29

ROMA - «Ci sono condizioni per scelta condivisa. Mi pare che la ricerca di una soluzione ampiamente condivisa sia a buon punto». Così Pier Luigi Bersani.  «Credo - aggiunge Bersani - ci siano le condizioni per avanzare una proposta ai gruppi parlamentari che si riuniranno questa sera».

Intanto oggi pomeriggio americano per Giuliano Amato, uno dei nomi quirinabili del toto-Colle di questi giorni, indicato oggi dal politologo statunitense Edward Luttwag come il candidato al Quirinale che più incontra i favori dell'amministrazione di Washington. In inglese, il presidente della Treccani - arrivato nel Centro studi americani di Via Caetani, dove è di casa - ha intrattenuto un pubblico di studiosi e studenti americani per una lecture dedicata alla figura di Spartaco, lo schiavo che guidò la rivolta dei gladiatori nell'antica Roma. «Chi avrebbe mai pensato di incontrarci oggi, qui, per parlare di Spartaco: uno schiavo, un comunista, un pre-antenato di Beppe Grillo!», ha introdotto il discorso l'ex premier socialista, suscitando l'ilarità della platea pronta a cogliere subito i riferimenti al leader Cinquestelle che non sono mancati durante l'incontro. Occasione dell'uscita di Amato - programmata da circa due mesi - è stata la presentazione di un libro sullo schiavo-gladiatore deportato dalla Tracia (l'attuale Bulgaria) scritto dal professore Barry Strauss, della Cornell University, che lo ha illustrato con tanto di slide che scorrevano alle spalle del dottor Sottile che, per scherzo, ha simulato di gonfiare i bicipiti come Popeye quando è comparsa la foto di Kirk Douglas nel film dedicato proprio alla rivolta innescata da Spartaco nel 73-71 a.C., seguita da quella di Grillo in versione “spartacus” nel suo blog. Amato - che ha glissato i cronisti dicendo «ci sono dei professori americani che mi aspettano» - non ha voluto dire nulla sulla sua candidatura, né su un presunto incontro avuto con Silvio Berlusconi. Di ottimo umore, ha mangiato al volo una tartina prima di prendere congedo dalla numerosa comunità americana intervenuta alla lecture. «È pronto per me l'assegno da due milioni di dollari?», ha scherzato con la segreteria del centro studi mentre sbrigava le formalità della sua partecipazione come moderatore dell'appuntamento organizzato anche dall'Accademia americana di Roma al quale ha preso parte il rettore dell'American University of Rome, Richard Hudges.

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di Valerio Esca
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