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Amato: inquinamento delle acque di una cava vicino a discarica Chiaiano


Amato: inquinamento delle acque di una cava vicino a discarica Chiaiano
02/02/2011, 16:02

«Le tre risoluzioni che saranno discusse domani dalla Plenaria del Parlamento Europeo portano in Europa una fotografia impietosa eppure realistica della nostra regione, della nostra città» lo afferma Antonio Amato, Presidente della Commissione regionale su ecomafie, bonifiche ambientali e siti di smaltimento rifiuti «L’intreccio tra emergenza, criminalità organizzata, affarismo e clientelismo, che si legano ad un pervasivo lassismo di dirigenti e di una parte della classe politica assolutamente privi di senso dello stato, rappresentano il cuore del dramma ambientale che ha distrutto i nostri territori. Porto l’esempio di dati ARPAC del maggio 2008 su cava Zara a Chiaiano, che abbiamo acquisito come commissione. Nella Cava, attigua all’area in cui è stata aperta successivamente la discarica, le analisi verificavano lo sforamento nelle acque di un pozzo dei limiti previsti dal D.Lgs 152/06 di fluoruri, arsenico e idrocarburi. I dati, vennero trasmessi al Commisariato per l’emergenza rifiuti, dove si era già insediato Bertolaso. Dati che confermavano analoghe indagini fatte svolgere dal comune di Marano. Dati» continua Amato «che quasi certamente indicavano fenomeni di inquinamento per sversamenti illeciti in quell’area, che comunque necessitavano approfondimenti, un’eventuale bonifica e che avrebbero dovuto portare ad una seria riflessione sulla opportrunità di aprire una discarica nelle immediate vicinanze. Che fine hanno fatto i risultati di quelle analisi una volta portate al Commissario per l’emergenza rifiuti? Perché la questione non è stata approfondita e non si è più sollevata? Esistono pericoli per la salute pubblica? Perché tutto è stato messo a tacere? Come dovuto» dice Amato «Abbiamo trasmesso i dati dell’ARPAC alle autorità inquirenti e all’Assessorato Regionale all’ambiente che sono certo si adopereranno secondo le rispettive competenze. Ho deciso di rendere pubblica la vicenda nella convinzione che per provare a superare l’affaire rifiuti sia necessaria innanzitutto una grande operazione di trasparenza. Perché non ci servono più né proclami né mistificazioni, ma scelte responsabili e condivise, che partano dal coinvolgimento dei territori e delle popolazioni. A qualcuno» continua Amato «la verità potrà non piacere. E ci si potrà scagliare contro le richieste provenienti da una parte del Parlamento Europeo. Io sono convinto che, anche per presentarci in modo credibile all’Europa, chiedere il suo sostegno, dobbiamo abbattere i muri di gomma che sono stati costruiti e dimostrare la capacità di demolire il sistema affaristico-emergenziale che ha gestito e continua a gestire il sistema di smaltimento rifiuti in Campania»

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di redazione
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