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Amato (PD): "a Torre del Greco allarmante situazione nel deposito ecoballe."


Amato (PD): 'a Torre del Greco allarmante situazione nel deposito ecoballe.'
09/12/2011, 10:12

«Oltre 3,5 tonnellate di ecoballe lasciate a marcire senza nemmeno un telone di sicurezza, a pochi passi da un’isola ecologica comunale dove si recano cittadini a depositare la differenziata. Un contenzioso in atto di milioni di euro per il parcheggio di questa immondizia. Cumoli di rifiuti che dovrebbero essere differenziati per essere trattati, ed invece in quei depositi arriva di tutto. La situazione verificata questa mattina a Torre del Greco, nello stabilimento della Balsamo srl lascia esterrefatti e racconta, in piccolo, tutto quanto di malsano ha caratterizzato e determinato l’emergenza rifiuti in Campania». Lo afferma il Presidente della Commissione Ecomafie e siti smaltimento rifiuti della regione Campania Antonio Amato che questa mattina, con il consigliere Anita Sala si è recato in sopralluogo a Santa Maria La Bruna, a Torre del Greco, dove dal 2005 su alcune piazzolle di proprietà della Balsamo srl giacciono tonnellate di rifiuti impacchettati «Paradossalmente, in scala naturalmente ridotta, la situazione si presenta peggiore che negli altri depositi di ecoballe, da Giugliano a Caivano. Lì almeno c’è un telo contenitore e le ecoballe non fuoriescono all’aria a diretto contatto con cittadini e lavoratori. Qui, invece, dal 2010 il telo è stato divelto per portare parte delle seimila tonnellate di ecoballe depositate a Cava Sari. E nessuno ha più provveduto alla loro sistemazione. Oggi» prosegue Amato «c’è un nuovo contratto stipulato con la SAPNA, ma nel frattempo è in corso pure un contenzioso giudiziario per milioni di euro per il deposito di 6 anni. Perché quel contratto non è servito anche per una transazione? E soprattutto come si può aprire a pochi metri da quello schifo un’isola ecologica cui hanno accesso i cittadini? Alcune analisi» comunica il Presidente della Commissione «sono state effettuate nel 2010 dal Commissariato di Governo. Ma si avverte la necessità di comprendere bene cosa realmente c’è tra quei rifiuti, in che modo è stato smaltito e si smaltisce il percolato. Per questo abbiamo richiesto l’intervento urgente dell’ARPAC. C’è bisogno di caratterizzazione ed analisi e quindi di smaltire quei rifiuti. Di certo resta il nodo di decidere come smaltirli. Ma tengo a ribadire» aggiunge il consigliere regionale «che, per lo smaltimento complessivo delle ecoballe, l’idea di realizzare un termovalorizzatore a Giugliano rappresenta una scelta deleteria e da scartare. Anche perché, di tutti questi milioni di immondizia sparsi per la regione, non si conosce natura e potenziale calorifero. Come si fa allora a pensare alla tecnologia adatta?». Nel frattempo, l’intervento dell’ARPAC è stato richiesto anche per una zona confinante alla ditta Balsamo, quella che insiste lungo il perimetro delle “cave Ranieri” dove la commissione ha completato il suo sopralluogo: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di sversamento illecito di rifiuti in quest’altra area, specialmente amianto» afferma Amato «abbiamo constatato il prosieguo dell’attività estrattiva nelle cave. Ma bisogna capire cosa c’è nei terreni, L’impressione generale conclude il Presidente della Commissione «è stata quella di trovarci in un’area molto sensibile dove sorveglianza e controlli sono assolutamente assenti».


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di Redazione
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