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Amato (PD): "ora il vero nodo è il rapporto politica-camorra"


Amato (PD): 'ora il vero nodo è il rapporto politica-camorra'
09/12/2011, 11:12

<<Dopo lo straordinario successo dello Stato con l’arresto di Zagaria è venuto il momento di affrontare con forza e senza esitazione il nodo tra camorra e politica; per questo il PD organizzerà per il prossimo 19 dicembre un incontro con i vertici nazionali e regionali a Casal di Principe>> lo annuncia in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato, Presidente della commissione Beni Confiscati <<Il vero obiettivo, ora, è quello di superare la zona grigia dove si determinano gli intrecci tra politica, imprenditoria, professioni e criminalità organizzata: bisogna intervenire per estirpare, fin dalla composizione delle liste e nella scelta dei dirigenti politici e dei pubblici professionisti, le connivenze, l’affarismo, le sovrapposizioni con la camorra. Come Partito Democratico>> continua Amato <<Abbiamo deciso di farlo a partire da Casal di Principe, perché se magistratura, forze dell’ordine, tante associazioni e cooperative in quei territori stanno dimostrando che la camorra si può battere, ora c’è bisogno di uno scatto di reni della politica. Senza paura di assumere e ammettere le proprie responsabilità, ma anche convinti che tutte le forze politiche e tutti gli amministratori pubblici sono chiamati a fare altrettanto. Per essere chiari>> afferma Amato <<non è possibile che il partito che governa la Regione abbia come coordinatore un personaggio su cui pendono accuse gravissime, e non è possibile che sindaci come quello di Trentola Ducenta arrechino gravissimi danni alla credibilità di straordinarie esperienze avviate nei beni confiscati. Fortunatamente>> dice il consigliere PD <<Esiste la giustizia, ed il TAR Lazio, proprio ieri l’altro, ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Compagnia dei Felicioni e sospeso l’efficacia degli atti con cui il Sindaco revocava la concessione del comodato d’uso del bene confiscato a Dario De Simone assegnato a Capo D’Arco. Attendiamo le motivazioni, ma è una sentenza di enorme importanza che dà ragione alle perplessità e rimostranze che la commissione regionale ha sempre espresso in questi mesi. Ma>> insiste Amato <<resta l’azione di delegittimazione del sindaco, il fango buttato su questa esperienza, la violenza psicologica che hanno dovuto subire i tanti minori accolti in quella comunità. Allora dobbiamo intervenire perché tutto questo non possa ripetersi, perché le istituzioni siano al fianco di chi lotta per la giustizia e la legalità e perché vengano estirpate le radici profonde che, per garantirsi voti, per fare soldi con edilizia e rifiuti, hanno determinato il potere predominante della camorra. Non aspettiamo il nuovo Zagaria e il nuovo Iovine, la politica si riprenda dignità, non si faccia più ancella della criminalità>>.

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di Redazione
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