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Amato (PD): "Vandalizzato Teatro della Legalità su un bene confiscato a Casal di Princip"


Amato (PD): 'Vandalizzato Teatro della Legalità su un bene confiscato a Casal di Princip'
16/05/2012, 12:05

«L’ennesima vandalizzazione di un bene che sorge su un terreno confiscato, il teatro della legalità a Casal di Principe gestito dal Consorzio Agrorinasce, crea forte preoccupazione» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato «Abbiamo appreso che nella notte si sono introdotti nella struttura rompendo i vetri, distruggendo le macchinette di erogazione di bibite portandone via lo scarso bottino. Potrebbe quindi trattarsi anche di un atto di balordi, di certo è strano che non abbiano rubato attrezzature ben più costose. Ma al di là dell’entità del danno è la contestualizzazione dell’episodio che preoccupa» afferma Amato «Il mese scorso erano stati divelti i cartelli e le tabelle apposte sul terreno confiscato a Vincenzo Zagaria a Casapesenna, ancora era stata danneggiata la targa della Casa Don Diana sempre a Casale, dove si era verificato pure l’ignobile atto del furto sulla tomba di Don Peppe e nella sua chiesa, nonché le ripetute vandalizzazioni del parco pubblico intitolato al parroco ucciso dalla camorra. Una serie di eventi» afferma il Presidente della Commissione Regionale «che sarebbe un errore sottovalutare. Siamo alla vigilia del più importante evento che si realizza in Campania sui beni confiscati, il Festival dell’Impegno civile promosso dal Comitato Don Peppe Diana e da Libera Caserta, e già l’anno scorso si susseguirono proprio in concomitanza con questa kermesse una serie di atti intimidatori. Lo stato deve dare una risposta ferma, deve dimostrare la sua presenza e il suo sostegno al riutilizzo dei beni confiscati. Per questo è necessario che si dia subito il via alle previsioni contenute nella nuova legge sui beni confiscati approvata all’unanimità dal consiglio. Domani, l’avvio alla produzione del Caseificio “Le terre di Don Peppe Diana” a Castel Volturno rappresenterà un momento fondamentale a cui tutte le istituzioni sono tenute a partecipare. E tuttavia» conclude il Presidente Amato «E’ necessario fare di più, intervenire presso quei comuni e quelle ASL che ancora ostacolano il riutilizzo dei beni confiscati, promuovere il valore del riutilizzo dei beni nelle comunità, modificare gli errori intervenuti nella nuova legislazione nazionale. Lo insegna l’esperienza: dai beni confiscati può determinarsi uno sviluppo inclusivo e sostenibile capace di creare occupazione e nuove risorse, le istituzioni devono accompagnare questo cammino con fatti e atti concreti, superando la logica delle inutili passerelle e, soprattutto, decidendo da parte stare, perché chi fa finta di non vedere e non sapere semplicemente sta con la camorra»

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di Redazione
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