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Smentito Caldoro: soldi insufficienti per bonifiche

Ambiente, le bugie del Governatore: per la Terra dei fuochi appena 92mila euro

Stanziati appena 5 milioni di euro per controllare 54 Comuni

Il governatore Caldoro nella discarica ex Resit
Il governatore Caldoro nella discarica ex Resit
09/11/2013, 19:58

Davvero può, il governatore Stefano Caldoro, dire di aver fatto il massimo a proposito dell'emergenza ambientale in Campania e nella Terra dei fuochi?

A leggere la prima puntata della nostra inchiesta pubblicata ieri (vedi) qualche legittimo dubbio sorge.

Perché, dice ancora il presidente della giunta regionale, sono stati affrontati e risolti temi come “il piano bonifiche, la messa in sicurezza della ex Resit e le risorse per le bonifiche”.

Dice il vero? O, come abbiamo dimostrato ieri, le sue affermazioni sono spesso sul limite della bugia?

PIANO PIANO. Il programma, varato il 30 maggio scorso, è in realtà uno strumento “attraverso cui la Regione provvede ad individuare i siti da bonificare presenti sul proprio territorio, a definire un ordine di priorità degli interventi sulla base di una valutazione comparata del rischio ed a stimare gli oneri finanziari necessari per le attività di bonifica”.

È un catalogo degli orrori ambientali, insomma. Che, peraltro, a sei mesi dall'approvazione stenta ancora a trovare un suo iter perché i ritardi si accumulano e la mappatura risulta ogni giorno sempre più difficoltosa. A dirla tutta, è una una scatola vuota se la Giunta non mette sul piatto i soldi necessari per la realizzazione delle opere di riqualificazione ambientale.

E qui veniamo al secondo punto: i soldi ci sono?

VELINE E VELENI. Il governatore chiede fiducia su questo tema perché, afferma, le risorse per le bonifiche ci stanno e in misura abbondante. Dovrebbero essere circa 40 milioni di euro, dicono le veline di Palazzo Santa Lucia, per il momento. Soldi postati in bilancio, contabilizzati, insomma ma non ancora erogati. Il problema, però, è di metodo: se manca la diagnosi della malattia (che tipo di bonifica eventualmente effettuare) il denaro, quand'anche ci fosse, resterebbe inutilizzabile. E, finora, manca la diagnosi. Ma questo, il governatore, non lo specifica. Si limita a dire, genericamente, che i finanziamenti sono coperti.

LANA E SETA. Un primo bando, pari a 14,5 milioni di euro, è stato invece pubblicato sulla Gazzetta Europea nell'agosto scorso riguardo alle bonifiche di Giugliano e dei laghetti di Castelvolturno, alla messa in sicurezza della discarica Novambiente e all'ampliamento Masseria del Pozzo e Schiavi. A cui aggiungere pure il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento del percolato prodotto nelle discariche per rifiuti solidi indifferenziati. Ma questi sono interventi che nulla c'entrano con la Terra dei fuochi. Per quest'emergenza, il piano varato dalla Regione è tutt'altro.

AAAAAAAAA. L'11 luglio scorso, è stato siglato un protocollo d'intesa tra Regione Campania e Prefettura per il monitoraggio di 54 Comuni, a ridosso delle province di Napoli e Caserta. Il budget messo a disposizione dall'Ente di Palazzo di Santa Lucia per tenere a bada i roghi tossici è di 5 milioni di euro. Ciò significa che ogni Amministrazione comunale potrà contare su circa 92mila euro per controllare il proprio territorio. Poco? Molto?

Giusto per fare un paragone: alla Fondazione Ravello di Renato Brunetta la Regione ha firmato un assegno da 4 milioni di euro. Uno in meno rispetto a quanto messo sul piatto per la Terra dei fuochi. Ma questo, Caldoro, probabilmente lo ha dimenticato.

Musica, maestro.

(2.fine)

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di Simone di Meo
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