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Ambrosetti ospita Forum su regolamentazione del tabacco in Italia ed in Europa


Ambrosetti ospita Forum su regolamentazione del tabacco in Italia ed in Europa
15/12/2011, 09:12

Sta per concludersi all’Hotel de la Minerve di Roma il Forum “La regolamentazione del settore del tabacco, quale futuro per la filiera?”, organizzato da “The European House-Ambrosetti” con il supporto di Unindustria, FIT-Federazione Italiana Tabaccai e Coldiretti. Il Forum ha fatto il punto sulla normativa vigente e sulle sue possibili evoluzioni, con particolare attenzione per le proposte al vaglio della Commissione europea per la revisione della Direttiva 2001/37/CE sui prodotti di tabacco. Tra queste, l’introduzione di un confezionamento generico, cioé deprivato di loghi e marchi, per tutti i prodotti di tabacco, l’adozione di immagini shock sulla quasi totalità della superficie dei pacchetti, il divieto di utilizzo degli ingredienti nella produzione delle sigarette e di esposizione dei prodotti di tabacco in punto vendita.

Uno studio di “The European House-Ambrosetti” ha messo in evidenza i possibili impatti giuridici, economici e sociali di tali proposte, avvalendosi dei contributi di numerosi esperti. Lo studio evidenzia la mancanza di proporzionalità tra i risultati attesi per la salute pubblica e le conseguenze economiche e sociali per gli attori della filiera: il nuovo quadro di regole non genererebbe benefici certi, ma è destinato a penalizzare significativamente agricoltori, trasformatori, produttori e rivenditori, amplificando il contrabbando e la contraffazione con conseguenze significative sull’erario ed in generale sull’economia del paese in un periodo di crisi. Se le misure discusse attualmente venissero adottate, sarebbe immediatamente a rischio l'impiego di oltre 40,000 addetti nella tabacchicoltura in oltre il 50% delle aziende tabacchicole italiane. Sarebbe inoltre a rischio tra il 10 e il 20% della redditività di oltre 55.000 tabaccherie che occupano circa 139,000 persone, a vantaggio di un mercato illegale del tabacco già ad oggi stimabile al 3,4% delle vendite legittime, con una perdita per l'erario di circa 485 milioni annui. Alcune di queste proposte normative, come il pacchetto generico e il divieto di esposizione dei prodotti nel punto vendita, sollevano inoltre serie questioni di compatibilità con il quadro giuridico di riferimento italiano ed internazionale, con il rischio di cause miliardarie per lo stato dovute all’esproprio dei marchi.

Valerio De Molli, Managing Partner di “The European House-Ambrosetti” così sintetizza alcune delle conclusioni del Forum «L'azione istituzionale diretta alla riduzione del fumo, soprattutto tra i giovani, è condivisibile e va supportata. Alcune delle riforme allo studio dell’Unione europea tuttavia, non sembrano rispettare il quadro normativo in vigore e danneggerebbero in modo rilevante la filiera italiana del tabacco, senza alcuna prova della loro efficacia nel migliorare la salute pubblica”

Tra le personalità presenti all’evento i Presidenti di Unindustria A. Regina, che ha aperto i lavori, di FIT G. Risso e di Coldiretti S. Marini, gli economisti A. Martino e N. Rossi, i senatori A. Tomassini e L. Cosentino il Sottosegretario all’Economia G. Polillo, l’ex Sottosegretario all’Economia A. Giorgetti, il sociologo e scrittore F. Alberoni, la presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati G. Bongiorno. Secondo Antonio Martino "La storia economica ci insegna che la proibizione non può mai essere la prima scelta, in termini di regolamentazione, per ridurre il consumo di prodotti leciti ma potenzialmente nocivi. Semplicemente, non funziona. Altre sono le strade, maggiormente rispettose della libertà della persona: l'educazione, l'informazione, la formazione". Nicola Rossi commentando le conclusioni dello studio ricorda che: "Occorre essere prudenti quando si introducono misure nuove, mai testate in precedenza. Il rischio è sempre quello di sopravvalutarne l'efficacia e di non tenere adeguatamente conto dei costi". Francesco Alberoni infine ha richiamato alcuni principi di base secondi i quali "Occorre rispettare i fumatori, trattandoli come persone adulte, capaci di scegliere, cui trasferire un adeguato volume di informazioni. Credo si debba essere per principio scettici nei confronti di un quadro di regole che riduce la possibilità di scelta, banalizza il prodotto rendendolo commodity e diminuisce il contenuto informativo e simbolico del packaging".

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di Redazione
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