Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Tappa finale della campagna: i leader in un tour de force

Amministrative: tutto pronto. L’ultima parola agli elettori

Il premier punta contro una “sinistra senza vergogna”

Amministrative: tutto pronto. L’ultima parola agli elettori
14/05/2011, 11:05

ROMA – Alle ore 24 è scattata l’ora x. Niente più campagna elettorale, mentre i seggi saranno aperti domani, dalle 8 alle 22, e lunedì, dalle 7 alle 15, per l’elezione di oltre 1300 sindaci e 11 presidenti di provincia. Scesi in campo tutti i leader a sostegno dei candidati, soprattutto nelle città a rischio ballottaggio, ora la parola passa al popolo. Ma come è consuetudine la gara della campagna elettorale è stata giocata fino all’ultimo minuto e in tutto e per tutto: un tour de force per tutti i leader politici che si sono ritrovati in giro per città, tra comizi, congressi, appuntamenti radio e tv. Tutte le energie sono state spiegate soprattutto nella chiusura della campagna elettorale stessa. E con un unico obiettivo: sostenere la propria parte e far si che questa, nel giro delle prossime 48 ore, ottenga il maggior consenso popolare.
Pragmatica, concreta e molto determinata a conquistare il numero maggiore di voti, la Lega di Umberto Bossi, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, conferma lealtà a Silvio Berlusconi, ma non rinuncia a distinguersi ancora con proposte che rischiano di provocare nuove tensioni all’interno della coalizione. Dopo il decentramento dei ministeri, il Carroccio vuole infatti imporre un tetto massimo di spesa ai singoli dicasteri che, se sforato, potrebbe far scattare una “mozione di sfiducia” contro il ministro responsabile. “Non vorrete che lasciamo tutti i ministeri a Roma. Noi chi siamo?”, ha domandato Bossi dal palco di un comizio a Milano, dove ha voluto confermare con la sua presenza l’appoggio del Carroccio a Letizia Moratti.
Toni bassi e moderati quelli del senatur se paragonati invece a quelli del Cavaliere, che nel suo ultimo intervento di propaganda afferma che “è importante che la sinistra venga sconfitta a Napoli e Milano perché da questo risultato prenderà forza il governo”. Il premier ha promesso mari e monti agli elettori napoletani: decreto contro l’abbattimento degli immobili abusivi in Campania; via la Tarsu per i napoletani “finchè ci sarà anche un solo mucchio di rifiuti in strada”; entro un anno varo del codice unico fiscale che spazzerà via tutte le altre leggi fiscali. Il premier ha anche lanciato affondi contro la “sinistra senza vergogna” che “gode nel vedere gli altri stare male”. Un Silvio Berlusconi scoppiettante è salito ieri sul palco della Mostra d’Oltremare di Napoli per chiudere la campagna elettorale a sostegno di Gianni Lettieri. Non sono mancate le sue famose barzellette.
Dal canto suo Pierluigi Bersani ha lanciato un appello ai moderati per far si che un segnale sia lanciato e determini l’inversione di tendenza della politica italiana, anche a livello nazionale. Il segretario del Pd ha chiuso la campagna nel Nord: tappa finale Bologna, dove sul palco è comparso, a sorpresa l’ex premier Romano Prodi. Il risultato si potrà dire raggiunto, ha affermato il leader del Pd, “se vinciamo a Bologna e Torino al primo turno e andiamo al ballottaggio a Milano e Napoli”.
Casini e Fini hanno chiuso invece la campagna elettorale insieme a Bologna, riaffermando che il Terzo Polo è l’unica vera alternativa. Milano, Torino, Bologna, Napoli: saranno le quattro città principali, al voto per il rinnovo della poltrona di sindaco, il laboratorio elettorale in cui si misurerà per la prima volta il Nuovo Polo per l’Italia, l’alleanza sancita da Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, all’indomani della bocciatura della mozione di sfiducia contro il governo il 14 dicembre scorso, che ha visto il passaggio di Fli, il partito del presidente della Camera, all’opposizione.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©