Politica / Regione

Commenta Stampa

Berlusconi furioso e liti all'interno del partito

Ammissione delle liste del Pdl in Lazio: respinto anche il ricorso. Si spera nel Tar


Ammissione delle liste del Pdl in Lazio: respinto anche il ricorso. Si spera nel Tar
01/03/2010, 09:03

ROMA - Anche il ricorso d'urgenza fatto alla Corte d'Appello di Roma è stato respinto, in quanto inammissibile. Ora si spera nel Tar, che dovrebbe esprimersi entro mercoledì, ma è difficile che le liste del Pdl possano essere riammesse. La legge parla chiaro: tutti i documenti andavano depositati entro le 12 di sabato e di questo bisognava avere ricevuta dal cancelliere. Senza questo documento - che non è stato rilasciato perchè i suddetti documenti non sono stati consegnati in tempo - è difficile che si facciano miracoli. A meno che il governo non forzi le cose con una legge o un decreto legge ad hoc. Ma sarebbe una forzatura gravissima.
Ufficialmente dal Pdl si scarica la colpa sul magistrato di turno, eccessivamente fiscale nell'accettare i documenti (ma che doveva fare? Violare la legge? Ndr). In realtà cominciano ad esplodere i mal di pancia interni. Da una parte Silvio Berlusconi, che avrebbe apostrofato gli ex di AN con un: "Si credono professionisti della politica, ma sono solo dei dilettanti, avevo chiesto di migliorare la lista, non di boicottarla"; anche se ci sono altre voci che fanno capire che la causa del ritardo sarebbe stato lo stesso Presidente del Consiglio, che ha voluto all'ultimo momento fare qualche cambiamento per inserire nelle "zone" sicure della lista qualcuno dei suoi. Addirittura si è parlato di una sua entrata come capolista del Pdl, in sostegno della Poverini, dato che tutti i sondaggi le danno un margine troppo esiguo sulla Bonino. 
Ma si sussurra anche di contrasti tra la fazione di An guidata dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa e quella guidata dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, alla base dei contrasti che hanno fatto ritardare la presentazione delle liste.
In mezzo a tutti questi dubbi, l'unica certezza è che per ora la lista del Pdl è fuori, con un grosso danno di immagine per il pèartito. Danno che potrebbe peggiorare, se si forzasse la legge per farla partecipare a tutti i costi

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©