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Napoli. Arrivato il parere sulla sua ineleggibilità

Anche l'Avvocatura "caccia" Diodato dal consiglio regionale


Anche l'Avvocatura 'caccia' Diodato dal consiglio regionale
12/11/2010, 21:11

NAPOLI – L'ineleggibilità di Pietro Diodato era chiara sin dall'inizio. Nessuno, però, ha deciso di intervenire. Anche dopo la lettera del prefetto di Napoli, il quale ha sollecitato il consiglio regionale a prendere atto della sentenza di condanna definitiva applicata all'esponente del Pdl con le relative pene accessorie, non sospese, riferite a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 5 anni di sospensione del diritto all'elettorato. Nemmeno la comunicazione del prefetto è riuscita a smuovere i consiglieri regionali. La casta ha tentato di difendersi fino alla fine. La giunta per le elezioni della Regione Campania ha chiesto persino il parere all'Avvocatura sperando che potesse arrivare un “salvacondotta” per Diodato. Invece no. In serata la doccia fredda. Diodato è incompatibile con la carica di consigliere regionale. Anzi, era ed è ineleggibile. Non poteva votare. Non poteva candidarsi. Dal primo gennaio del 2008. Invece si è sempre candidato, ha sempre votato ed ha ricoperto pure, in barba alla legge, cariche istituzionali.
L'inchiesta di “Julienews”, prima della composizione delle liste alle ultime Regionali, ha denunciato lo stato di inelegibbilità del potentissimo esponente del partito di Berlusconi. Pubblicando la condanna definitiva e le sanzioni. Se ne sono fregati tutti. Semplice dimenticanza o “coperture” a diversi livelli istituzionali hanno consentito che si consumasse un'illegalità palese.
Il parere dell'Avvocatura è arrivato e, come volevasi dimostrare, non dice nulla di nuovo. Conferma l'inchiesta di “Julienews”, conferma la lettera del prefetto di Napoli: Diodato dev'essere “cacciato” dal consiglio regionale. E detta pure il percorso da seguire. Convocazione dell'assemblea e voto a scrutinio segreto. Il parere non lascia spazio all'interpretazione: “Nel caso di specie – scrive l'Avvocatura – occorre rilevare che a seguito della nota del prefetto di Napoli dell'otto ottobre 2010, con la quale si rappresenta che nei confronti del consigliere regionale Pietro Diodato è emersa la irrogazione dell'interdizione dai pubblici uffici e la sospensione del diritto elettorale per cinque anni, per effetto di sentenza di condanna della Corte di Appello di Napoli divenuta irrevocabile il primo gennaio del 2008, l'attività procedimentale da attivare da parte del consiglio regionale risulta consequenziale alla presa d'atto di quanto comunicato dal prefetto ed alla conseguente ineleggibilità dell'interessato, sottoponendo al Consiglio le conseguenti decisioni sulla base delle richiamate disposizioni di legge”.
Insomma, tocca all'aula ripristinare la legalità, tocca a quei consiglieri che fino ad oggi hanno preferito trincerarsi dietro un sottile velo di omertà ripristinare la legittima composizione del consiglio regionale. Il consociativismo, la “scialuppa” lanciata dal Pd e dal relatore sul caso Diodato in giunta, Del Basso De Caro, consigliere dei “democratici”, non sono serviti a nulla. La legge non ammette deroghe. E soprattutto una classe dirigente che si rispetti, sulla legalità e sulla questione morale, non fa sconti. Fino a questo momento il copione è andato nella direzione opposta. Hanno la possibilità di salvare la faccia. Pure perché dopo il parere dell'Avvocatura e dopo la lettera del prefetto, non possono prendere altre strade. Diodato dal 2008 siede in consiglio regionale da abusivo. E' ora di prenderne atto...

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di Giovanni De Cicco
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