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Il premier: "O dici sì o sei fuori"

Ancora scontri tra Fini e Berlusconi sul ddl intercettazioni


Ancora scontri tra Fini e Berlusconi sul ddl intercettazioni
15/06/2010, 09:06

ROMA - Inizia ad essere infuocato il confronto tra Berlusconi e Fini sul ddl intercettazioni, che deve arrivare alla Camera in terza lettura. Nei giorni scorsi il Presidente della Camera aveva garantito al capogruppo del Pd, Dario Franceschini, che non avrebbe strozzato il dibattito su quella legge; ieri si è spinto anche oltre, specificando che bisogna prima convertire in legge il decreto legge sulla manovra finanziaria. Mossa che significa di fatto rinviare la legge sulle intercettazioni a settembre, a meno che non si faccia un calendario che preveda almeno una decina di giorni di lavoro ad agosto.
Ma questo non è andato giù agli uomini di Berlusconi - sia ex Forza Italia che ex Allenanza Nazionale - che hanno detto di no all'idea di Fini. Hanno cominciato il capogruppo Fabrizio Cicchitto e il vice capogruppo Maurizio Gasparri, che hanno detto in una nota congiunta: "Il dibattito e il confronto  durano da molti anni. Sono state introdotte molte modifiche sostanziali. Riteniamo quindi che dopo l'ampia discussione parlamentare e dopo le ultime modifiche approvate all'unanimità nel corso dell'ufficio di presidenza del Pdl sia possibile andare a una decisione definitiva che consenta all'Italia di mantenere lo strumento delle intercettazioni ma di renderlo compatibile con l'articolo 15 della Costituzione che tutela la riservatezza"
Ma soprattutto le dichiarazioni hanno suscitato l'ira del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, che, secondo una agenzia della Agi, avrebbe detto: "Si va avanti e si chiude. Rispettando i tempi. Non posso certamente farmi ricattare su un punto votato all'unanimità dall'ufficio di presidenza del partito", minacciando Fini che agire in senso contrario significherebbe voler uscire dal partito.
In realtà questa fretta è strana: adottare una legge a luglio o a settembre non fa differenza; soprattutto se si tratta di una legge come questa, che non è legata ad un problema contingente ed immediato. Oppure lo è?

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di Antonio Rispoli
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