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Ancora sugli Infortuni sul Lavoro


Ancora sugli Infortuni sul Lavoro
23/03/2009, 07:03


Non è bastata la tragedia immane della Thyssen. E non basta lo strazio più recente dei "caduti" nei grandi impianti siderurgici e nei piccoli cantieri edili. Non basta il quotidiano bollettino di guerra delle oltre 1270 morti bianche all'anno, che fanno dell'Italia il paese in cui si muore di più in Europa, per fare la cosa più naturale e banale che esista: lavorare. Non basta sapere che ogni anno per infortuni sul lavoro oltre 30 mila persone subiscono danni permanenti, e oltre 600 mila patiscono danni temporanei. Non bastano nemmeno gli appelli accorati del presidente della Repubblica Napolitano, che da mesi si batte contro questo flagello che colpisce i più deboli, spesso costretti "a salari indecenti". Questo stillicidio, che interroga il nostro vivere civile e la nostra democrazia, non è abbastanza insopportabile da spingere la politica ad una vera, radicale, definitiva assunzione di responsabilità.”

Questa indignata denuncia è di Massimo Giannini, il vice direttore di Repubblica. Pubblicato il 21 Marzo, questo articolo muove dalle anticipazioni che sono venute dal Ministro Sacconi sul nuovo testo della legge per la sicurezza del lavoro.

Da questo intervento, molto preciso , abbiamo avuta la conferma di quanto avevamo annunciato nel nostro precedente articolo pubblicato su: Notizie Sindacali.

La Marcegaglia, presidente della Confindustria, ha ottenuto, oltre agli interventi finanziari per sostenere i nuovi prestiti per le imprese in crisi, anche la revisione della odiata norma sulla sicurezza sul lavoro, che il Governo Prodi aveva varato nel 2007, dopo la tragica morte dei operi di Torino.

Quello che scomparirà in queste nuove disposizioni sono gli arresti degli imprenditori colpevoli di non garantire condizioni di lavoro sicure ai propri dipendenti; insieme alla scomparsa del reato di omicidio colposo per gli incidenti sul lavoro in cui si verificano dei morti.

Tutto sarà riportato nell’alveo delle ammende. Una multa da pagare per una morte di un operaio, questo è il massimo che un imprenditore può concedere per un reato in cui a morire sono sempre e solo i poveri.

La vergogna, che ancora una volta si verifica quando si fanno provvedimenti contro i diritti dei lavoratori e degli emarginati, sono le falsità con cui i Ministri ed i portavoce della maggioranza di centro destra disseminano a tutto spiano per nascondere la loro azione reazionaria.

Sacconi afferma che questi provvedimenti non significano abbassare la guardia nei confronti degli incidenti sul lavoro, anzi al contrario saranno una difesa migliore di quelli inutili che il Governo precedente aveva attivato.

A queste continue bugie, non c’è freno. Molti hanno dimenticato, quando Sacconi, sottosegretario al Lavoro nel Governo Berlusconi tra il 2001 – 2006. affermava che consentire contratti di lavoro senza regole e permettere di licenziare nelle aziende con un numero superiore ai 15 dipendenti, avrebbe significato l’aumento della occupazione e migliore salario per i giovani in cerca di prima occupazione.

Sappiamo bene che cosa ha significato quella azione di deregulation nel mondo del lavoro: bassi salari, precarietà economica e sociale delle nuove generazioni, perdita di potere del Sindacato, inutilità dei contratti di lavoro. Con il nuovo Governo di centro destra, i primi provvedimenti dei ministri Brunetta e Germini, hanno portato alla espulsione dal mondo del lavoro di oltre 200 mila giovani, mentre il “salvataggio” della Alitalia ha significato la perdita del posto di lavoro a 5000 giovani con contratti atipici.

Ora arriva la deregulation per la sicurezza sul lavoro, che cosa succederà ?

Come sempre, le carriere politiche nel nostro paese si costruiscono sulle disgrazie della povera gente.

Sacconi, che aveva cominciato la sua ascesa politica affianco al ministro del lavoro del Governo Craxi, nel 1984: De Michelis, che aveva migliorato ed esteso la legge di riforma del mercato del lavoro; ha continuamente cambiato le sue posizioni, sempre più al servizio delle esigenze degli imprenditori e sempre meno al servizio dei cittadini.

Ora Sacconi è ministro, tra i più potenti di questo nuovo Governo di centro destra; poiché ha assunto insieme i dicasteri della Sanità, del Lavoro e della Previdenza Sociale. Il vecchio socialista si è trasformato in un becero rappresentante della politica di destra, codina e reazionaria, simile a quella della aristocrazia nera che prosperava attorno a Papa Pio XII negli anni 50.

Tra i suoi provvedimenti più clamorosi spiccano le intimidazioni alle strutture sanitarie della Lombardia volte ad impedire che una sentenza dello Stato fosse applicata nel caso Englaro e mentre portava avanti questa nobile iniziativa, procedeva a tagliare i fondi per la legge 104, la legge per il diritto alla assistenza dei disabili gravi. Ma poiché viene diffusa la cultura che i poveri sono imbroglioni, il ministro ha predisposto un controllo a tappeto dei disabili che percepiscono una pensione, per controllare se hanno i requisiti previsti per avere il sostegno economico dello Stato.

Per Sacconi, Brunetta, Germini, gli italiani sono fannulloni, imbroglioni e assistiti.

A tutto questo dobbiamo aggiungere anche questa ultima insopportabile infamia. Morire sul lavoro fa parte del destino dei poveri, non è colpa degli imprenditori se gli operai muoiono!

Da quello che sembra di capire dalle affermazioni di Sacconi, la Cisl e la Uil sarebbero già pronte a firmare questo nuovo strumento di legge per la sicurezza sul lavoro, per cui all’opportunismo di Bonanni ed all’ignavia di Angeletti, si aggiungerà la vergogna. Questa volta sarà veramente difficile motivare queste scelte da parte dei due sindacati, sarà veramente difficile continuare ad accusare la CGIL di estremismo.

 


 

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di Raffaele Pirozzi
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