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La politica si divide, Zavoli prende tempo

Annozero e canone Rai, infuria la polemica


Annozero e canone Rai, infuria la polemica
28/09/2009, 19:09

Annozero ancora al centro della bufera. Se prima i motivi erano nella scarsa pubblicità alla ripresa del programma e nella mancanza dei contratti per i collaboratori (tra i quali Marco Travaglio, nella foto), adesso l’attenzione si sposta sui contenuti. E sulla campagna, promossa da alcuni quotidiani, di rispondere al modo di fare giornalismo di Santoro non pagando il canone Rai. Che non è un canone di abbonamento, ma una tassa regolata da un Decreto Regio del ’38.

L’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai, convocato dal presidente Sergio Zavoli, si riunirà domani alle 13.30. Il tema del giorno saranno le ultime vicende che riguardano la concessionaria di servizio pubblico: dalla puntata di ‘Annozero’ trasmessa giovedì scorso al conseguente annuncio, da parte del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, di voler convocare i vertici dell’azienda di viale Mazzini, all’annuncio poi del viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani di aprire un’istruttoria sul rispetto del contratto di servizio e, in caso di accertata inosservanza, l’eventuale richiesta d’intervento all’Autorità garante nelle comunicazioni, con rischio di una sanzione pecuniaria a carico della Rai che potrebbe raggiungere i 90 milioni di euro. 

Altra questione, la campagna di ‘Libero’ e de ‘Il Giornale’, che invitano a non pagare il canone Rai in risposta al caso di Annozero. Mario Landolfi, componente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, ha parlato di “una misura che non resterebbe senza conseguenze. La Rai, - ha spiegato, - per il canone che incassa ha un limite nella propria raccolta pubblicitaria. Se si togliesse il canone dovrebbe avere eliminato questo tetto, con conseguenze discorsive per il sistema”.

Anche Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza, stigmatizza l’iniziativa dei due quotidiani, definendo la campagna “totalmente sbagliata e infondata”. “Dal Tg1 al Tg2, a Vespa, esistono trasmissioni che parlano a tutte le opinioni che non sono certo definibili, come è invece l’incubo del centro destra come trasmissioni di sinistra. La campagna contro il canone Rai contribuisce a creare intorno alla Rai un clima di ostilità immotivata”. Sui provvedimenti che si vogliono prendere nei confronti della trasmissione ‘Annozero’, invece, Morri commenta: “E’ successa una cosa che non era mai capitata in sessant’anni e oltre di storia repubblicana: il Governo, che non c’entra niente con la Rai, attraverso il ministro Scajola parla impropriamente, apre un’inchiesta, ma non ha titolo per farlo. Anch’io trovo di cattivo gusto certi programmi, ma uso il telecomando per non vederle, non le vorrei cancellare dal palinsesto”.

A questa obiezione risponde direttamente Landolfi, per il quale Scajola ha piena titolarità ad occuparsi della questione delle violazioni al pluralismo in quanto “esiste un contratto di servizio che riguarda gli aspetti sia tecnici che tecnico giuridici. La Rai è sottoposta al Parlamento”.

Per Antonio Di Pietro, infine, “da anni l’Idv dice che questa Rai non merita il canone perché da sempre è controllata e gestita dal sistema dei partiti. Ed è ridicolo che proprio oggi chi maggiormente approfitta della Rai se ne lamenti perché per un pezzettino si è stonato…”.

Francesco Storace, leader de La Destra, e Daniela Santanchè, del Movimento per l’Italia, si fanno promotori di una raccolta firme contro il pagamento del canone.

Il numero uno dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, definisce invece “grave il dibattito che si è aperto in queste ore ed irresponsabile l’evocazione dello sciopero del canone”.

In realtà, c’è da fare una precisazione: il cosiddetto ‘canone Rai’ non è un abbonamento alla televisione. E’ una vera e propria tassa: una tassa di possesso per apparecchi atti a ricevere segnali audio e video. In altre parole, basta avere un televisore per essere obbligati al pagamento e rifiutarsi di farlo non significa disdire un abbonamento ma evadere una tassa.

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di Nico Falco
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