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L’esecutivo va sotto anche al Senato, sulla spending review

Anticorruzione: il governo inciampa su un emendamento IdV

Il testo era del Pd, ma è stato “adottato” da Di Pietro

Anticorruzione: il governo inciampa su un emendamento IdV
31/05/2012, 18:05

ROMA – 237 sì contro 233 no: è con questi numeri che il governo è stato battuto in Aula alla Camera su un emendamento al ddl anticorruzione: quest’ultimo, inizialmente presentato e poi ritirato dal Pd, è stato fatto proprio dall’IdV, che “adottandolo” lo ha ripresentato all’Aula, ottenendone l’approvazione, con i voti, tra l’altro degli stessi democratici. L’emendamento in questione, che è costato un vero e proprio scivolone all’esecutivo, recita: “L’omissione del versamento del compenso da parte del dipendente pubblico indebito percettore costituisce ipotesi di responsabilità erariale, soggetta alla giurisdizione della Corte dei Conti”. In altre parole, questo vuol dire che un pubblico impiegato che abbia percepito soldi in maniera indebita sia sottoposto al giudizio sulla responsabilità erariale da parte della Corte dei Conti.
Piaccia o no, va da sé che questo incidente di percorso ha riacceso nuovamente le polemiche sulla tenuta e sulle tensioni interne alla maggioranza, in virtù delle quali si è resa necessaria una riunione governo – maggioranza. Unico obiettivo: cercare l’intesa. È stato il ministro Filippo Patroni Griffi a fare il punto: sul piatto alcuni nodi della prima parte del provvedimento, quella che riguarda la corruzione nella pubblica amministrazione. Tra i punti aperti quello riguardante l’emendamento del governo accantonato questa mattina e che prevede l’impossibilità per un candidato o per un ex parlamentare di ricoprire incarichi dirigenziali nella p.a., se non dopo uno stop di tre anni. Altro punto sul quale si discute è quello relativo agli arbitrati. Il governo e la maggioranza torneranno a riunirsi lunedì in vista della ripresa delle votazioni sul provvedimento.

IL GOVERNO VA SOTTO ANCHE AL SENATO
Giornata sfortunata per il governo del Professore, che dopo la sconfitta a Montecitorio ha dovuto fare i conti nel pomeriggio con un altro passo falso: quello sulla spending review, in commissione Affari Costituzionali al Senato. Anche qui il governo è andato sotto su un emendamento del Pd, sul quale hanno votato a favore Pd, Lega, IdV e Udc, mentre il Pdl è andato in ordine sparso.

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di Antonio Formisano
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