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Antonio Amato: «Camorra e politica, salto di qualità. Esiste un partito trasversale della camorra»


Antonio Amato: «Camorra e politica, salto di qualità. Esiste un partito trasversale della camorra»
10/02/2012, 16:02

«Non è più una questione di collusione, in questa regione la camorra ha assunto direttamente la gestione politica e amministrativa di parti importanti del territorio. Quello che in passato si è determinato come modalità di trattativa tra rappresentanti dello Stato e crimine organizzato, oggi sembra essere diventato esercizio diretto del potere criminale. Esiste un partito trasversale della camorra che, pure attraverso gli strumenti propri della democrazia, si è appropriato del governo territoriale» lo afferma il presidente della Commissione Beni Confiscati ed ecomafie della Campania Antonio Amato commentando l’operazione della DIA che ha portato all’arresto del sindaco di Casapesenna «C’è stato un salto di qualità, le encomiabili operazioni di magistratura e forze dell’ordine dimostrano che in molte amministrazioni locali, posizioni apicali politiche e dirigenziali sono occupate direttamente da rappresentanti della criminalità organizzata. Si è giustamente dato grande risalto agli arresti di tanti esponenti dei clan dei casalesi, ma forse ancora più grave è la decapitazione per motivi giudiziari di un’intera classe politica e tecnico amministrativa. E dalle enclavi territoriali il potere politico camorristico si dirama poi in tutta la nazione fino ai mercati finanziari internazionali. Nell’attività della commissione che presiedo» continua Amato «abbiamo dovuto constatare e denunciare ostacoli di vario tipo e natura posti proprio dalle amministrazioni locali contro il riutilizzo dei beni confiscati. Ostacoli che potrebbero apparire incomprensibili e lasciano il sospetto di nascondere ben altro. Così sulle ecomafie» dice ancora il Presidente della Commissione Regionale «non è più pensabile l’utilizzo criminale di porzioni tanto vaste del territorio senza il coinvolgimento diretto di chi lo amministra. Bisogna ritornare alla formazione della classe dirigente, stabilire nuove regole per la sua selezione a partire da tesseramenti e compilazione delle liste, riaprire luoghi di confronto pubblico. Diciamolo chiaramente» conclude Amato «in molti territori la politica ha perso, ora deve ricostruire se stessa con forme, modalità e proposte nuove, riappropriandosi di un ruolo che si è lasciata colpevolmente espropriare»

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di Redazione
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