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Antonio Amato: “I risultati dell’audizione con l’assessore Nappi e le parti sociali”


Antonio Amato: “I risultati dell’audizione con l’assessore Nappi e le parti sociali”
06/10/2011, 09:10

Assicurare il sostegno della cassa integrazione ai dipendenti delle aziende confiscate alla criminalità organizzata, anche attraverso l’utilizzo dei fondi europei. La proposta avanzata dall’Osservatorio Nazionale per la Legalità della Fillea CGIL è stata dibattuta oggi nel corso di un’audizione della commissione regionale sui beni confiscati, cui hanno partecipato l’Assessore al lavoro Severino Nappi, il Presidente della commissione Antonio Amato, la vicepresidente Mafalda Amente, i Consiglieri Corrado Gabriele e Anita Sala, il componente del comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio sulla legalità il Prof. Isaia Sales, il segretario Generale della FILLEA CGIL Giovanni Sannino,il Consigliere di Confindustria Campania Aristide del Grosso, il Vicepresidente di Legacoop Campania Vittorio di Vuolo, il funzionario dell’ANCE Campania Aldo Martino, il vice segretario dell’UGL Costruzioni Pasquale Brancaccio. «Il 70% delle aziende confiscate falliscono» ha spiegato il Presidente Amato «Se la confisca, allora, è sicuramente una vittoria dello Stato, allo stesso momento, però, si determinano enormi difficoltà per quanti lavoravano in queste aziende. Che fine fanno questi lavoratori? La normativa attuale prevede anche la possibilità che gli stessi, formando una cooperativa, rilevino l’azienda. Ma è un percorso lungo e complesso, al momento riuscito solo in pochissimi casi. Nella quasi totalità delle confische» dice Amato «questi lavoratori si trovano senza più nulla, e non sono previsti ammortizzatori sociali. Questo determina l’idea che mentre la camorra, pur nell’illegalità, è però capace di produrre ricchezza, lo Stato, invece non è capace di salvaguardare nemmeno i posti di lavoro. La proposta che si sta vagliando è quella di sperimentare sul nostro territorio, in attesa di un più organico intervento nazionale, una strada che permetta di dare respiro a questi lavoratori, attraverso cassa integrazione o borse lavoro, in un percorso che coinvolga magistratura, parti sociali e istituzioni. In merito» conclude il Presidente della Commissione «abbiamo chiesto alla parti sociali di mettere a punto una proposta organica che potrà essere inserita anche nella proposta di legge sui beni confiscati presentata da questa commissione e che a breve dovrà essere discussa dal consiglio». Il Profssor Sales ha spiegato che «si tratta innanzitutto di vincere una battaglia culturale, per far accettare l’idea che l’impresa mafiosa crea ricchezza, fa circolare soldi. Nel momento in cui si colpisce l’azienda mafiosa, bisogna distinguere imprenditori e lavoratori, garantendo a questi ultimi una tutela che non li faccia sentire colpiti ed abbandonati dallo Stato. Coi fondi comunitari» ha spiegato Sales «in accordo con i magistati, si possono garantire meccanismi che tutelino gli interessi dei lavoratori. E’ una sperimentazione che potrebbe partire in Campania ma è di interesse nazionale, e toccherebbe innanzitutto il comparto edile, di cui fanno parte la maggior parte delle aziende confiscate». L’ipotesi di tutela dei lavoratori è stato condiviso dalle parti datoriali che però, con Del Grosso di Confidunstria hanno sottolineato come «la pur necessaria salvaguardia dei livelli occupazionali, soprattutto in un momento complesso come questo, debba essere realizzata con dei paletti precisi, individuando con estrema certezza percorsi e soprattutto tempi limitati». L’assessore Nappi si è detto pronto a ricevere e vagliare le proposte che saranno formulate «Nel momento in cui si spezza il legame dell’impresa con il mondo criminale diventa importante investire per recuperare l’azienda al mercato e alla legalità» ha affermato l’assessore al lavoro «Oggi, come assessorato, già stiamo predisponendo interventi di formazione per gli imprenditori. Per quanto riguarda i lavoratori, ci stiamo battendo, a livello nazionale, per prorogare la cassa integrazione in deroga, che scadrà a dicembre 2011, anche per il 2012. Chiaramente, se, con l’accordo delle organizzazioni sindacali verranno formulate specifiche opzioni per tutelare i lavoratori delle aziende confiscate, e queste saranno accolte dal legislatore regionale, saremo pronti a vagliare tutte le ipotesi percorribili per garantire loro un pieno sostegno»

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di Redazione
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