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Antonio Amato: "Nuova azione intimidatoria su un bene confiscato a Casal di Principe"


Antonio Amato: 'Nuova azione intimidatoria su un bene confiscato a Casal di Principe'
21/06/2011, 11:06

«La camorra torna a farsi sentire violenta a Casal di Principe e nel casertano, e mette sotto attacco il riutilizzo dei beni confiscati» lo denuncia il presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato «Questa notte sul pescheto nato su un terreno confiscato a Casale hanno tagliato tutti i tubi idrici e sigillato i pozzi. Un chiaro atto intimidatorio che segue quello capitato qualche settimana fa, quando un auto lungo la strada aveva lanciato pesanti minacce intimando ai ragazzi della cooperativa che gestiscono il terreno di andare via. Il tutto è stato denunciato alle autorità competenti. Il gravissimo episodio» continua Amato «viene dopo la lettera minatoria recapitata a Renato Natale. La camorra in questi territori torna a minacciare simboli ed esperienze di legalità per ripristinare il proprio potere. Il tutto diventa ancora più inquietante» prosegue il Presidente della Commissione Regionale «perché molte amministrazioni locali stanno operando mettendo in discussione l’intero modello di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta. Il sindaco di Trentola Ducenta revoca il comodato d’uso alla Comunità di Capodarco, un assessore di Castel Volturno ne revoca un altro alla Jerry Masslo, l’ASL, nonostante progetti di legge, audizioni, protocolli d’intesa, continua a porre problemi sui budget di salute, filo rosso di alcune tra le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati, e sembra voler trasformare civili abitazioni destinate ai più deboli, molte nate in immobili confiscati, in strutture che necessitano di accreditamento e quindi forse destinate a consorzi già noti. Non entro nel tecnicismo delle questioni» prosegue Amato «E chiaramente non metto insieme decisioni discutibili delle amministrazioni pubbliche e vili atti di camorra. Ma certamente si sta determinando, anche a livello istituzionale, un clima che lascia spazio all’azione intimidatoria della camorra. Spero davvero di essere in errore, ma si sembra evidenziarsi una strategia che, in forme e modi diversi, mette in discussione un intero modello e le migliori esperienze che abbiamo costruito in questi anni di lotta alla criminalità e per la legalità. E insieme a tutto questo ci sorprende e preoccupa il silenzio di quanti, il Presidente della Regione innanzitutto, ma anche la Provincia, continuano a non prendere posizione. Ad onor del vero, la giunta regionale, con il Commissario Antiracket Malvano e i suoi dirigenti, ha espresso, anche in sede di audizione, posizioni ferme di condanna a questo attacco. Ma il Presidente Caldoro, che pure mantiene la delega sui beni confiscati, perché non scende in campo? E perché non si esprime il Presidente Zinzi? A loro, anche a loro, come al Prefetto Monaco, al nuovo direttore dell’Agenzia Nazionale, al Ministro degli Interni e al Presidente Napolitano, cui pure ho scritto, mi appello: si sta mettendo a rischio quanto di meglio abbiamo costruito nel contrasto alla camorra e i silenzi, su questi temi, equivalgono ad un favore alla criminalità organizzata. Al di là della solidarietà è ora di mettere in campo azioni concrete. Gli atti intimidatori già ci sono stati, prima di fare qualcosa vogliamo aspettare che sparino?».

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di Redazione
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