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Antonio Amato): «Sopralluogo all’area Resit di Giugliano. Assenza di controlli»


Antonio Amato): «Sopralluogo all’area Resit di Giugliano. Assenza di controlli»
04/04/2011, 15:04

«Un’auto privata parcheggiata in curva, due persone che si aggirano nei paragi ed una scaletta di ferro a scavalcare la recinzione: siamo lungo il perimetro della Resit, l’enorme discarica sotto sequestro e quindi ipoteticamente inaccessibile. Ma qui non esiste alcun tipo di controllo, e lungo la strada continuano a sversare ed incendiare rifiuti» lo afferma il Presidente della Commissione Ecomafie, siti smaltimento rifiuti e bonifiche ambientali della Regione Campania Antonio Amato, che, accompagnato dal Direttore di Legambiente Campania Raffaele del Giudice si è recato in sopralluogo nella vasta area del giuglianese che ospita la Resit, la cosiddetta Cava zeta, la discarica Novambiente, le discariche Napoli 1,2 e 3, fino al CDR di Giugliano «E’un enorme inferno di munnezza che fuma ed emette miasmi nauseabondi» dice Amato «La strada TrePonti di Giugiano Parete, poi, di accesso a questi siti, è un enorme immondezzaio abusivo a cielo aperto. Amianto, scarti di fonderia, rifiuti solidi urbani e stracci e copertoni pronti ad essere usati come base di combustione. I resti di recenti incendi a testimoniare gli ultimi sversamenti eco mafiosi. E non una pattuglia, qualcuno a presidiare l’area. Uno sconcio che non può più essere tollerato». Amato e Del Giudice preannunciano «una congiunta richiesta urgente al Prefetto di Napoli, all’assessore all’ambiente Romano e al sindaco di Giugliano Pianese perché vengano rimossi tutti quei rifiuti, innanzitutto lamiere di amianto facilmente riconoscibiliۚ». Ma al di là della rimozione rifiuti Amato punta il dito sulla questione dei controlli «Non si può lasciare un’area del genere totalmente incustodita» afferma il Presidente della Commissione regionale «Un’area sottoposta a sequestro dovrebbe essere vigilata, soprattutto se si tratta di una zona così sensibile dove si continuano a scaricare rifiuti. Invece, i militari sono dentro al CDR, dove una fila di centinaia di camion in attesa, depositi pieni di rifiuti, un puzzo da vomito, restituisce l’immagine dell’ennesima sfiancante emergenza». Quindi Amato affronta la questione della bonifica: «Bisogna intervenire per mettere queste discariche quantomeno in sicurezza: teloni di copertura divelti, evidenti frane di terreno e immondizia, biogas che fuoriesce come gaiser dal terreno. E tutt’intorno campi agricoli. Quest’area» continua Amato «è stata devastata. Ora è necessario mettere in campo le azioni di bonifica. Ma anche queste sollevano dubbi: dove si porterà tutto il materiale inquinante? Quando avremo un crono programma serio, con l’individuazione reale dei tempi necessari? E quante risorse sono realmente disponibili? Intorno c’erano i peschi in fiore» conclude il Presidente della Commissione Regionale «ma l’unica cosa che qui l’olfatto avverte è il tremendo fetore. E il nero di quei teloni immondi a macchiare ogni possibilità di primavera. Non solo della natura, ma della democrazia. Qui si realizza un perenne e cupo autunno dei diritti»

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di Redazione
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