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Antonio Amato, “tra monnezza e topi, si vende la frutta a Ponticelli”


Antonio Amato, “tra monnezza e topi, si vende la frutta a Ponticelli”
28/03/2011, 14:03

«La situazione che abbiamo vissuto questa mattina è indegna di un Paese civile, non può esserci un mercato rionale, nel quale si vendono tra l’altro generi alimentari, dove sta una discarica, e non è possibile che quello che doveva essere un sito temporaneo finanziato da fondi europei per il recupero di materiali presenti lungo gli assi viari, diventi un vero e proprio letamaio che emana un fetore devastante» lo afferma Antonio Amato Presidente della Commissione Regionale ecomafia, siti smaltimento rifiuti e bonifiche ambientali di ritorno da un sopralluogo a Ponticelli, al mercato rionale che sorge sotto al cavalcavia di via Dorando Pietri «Abbiamo realizzato un blitz in questo mercato a seguito di numerose segnalazioni. Le scene che abbiamo visto sono devastanti. A meno di cinque metri da enormi cumoli di immondizia si vendono arance, lattughe e carciofi; lungo tutto il perimetro del mercato giacciono centinaia e centinaia di copertoni, fusti di materiale non meglio identificato, rimasugli di incendi. A separare l’area di discarica e il mercato una rete arrugginita e in più punti divelta. Topi e insetti scorrazzano allegramente, ma quello che fa più impressione» continua Amato «è vedere la gente camminare nel mercato, acquistare come se nulla fosse. Non ci si accorge nemmeno più di quello scempio, e quando la monnezza diventa normalità, è messa in gioco la tenuta democratica di un Paese, il concetto stesso di cittadinanza». Ed oltre al danno la beffa «Mi sono vergognato a leggere fuori quello scempio il cartello con bandiera Europea che indicava lì un progetto cofinanziato dalla Comunità Europea per un “intervento di recupero ambientale di riqualificazione territoriale di alcune aree limitrofi agli svincoli viari di collegamento infraregionale ed autostradale”. Lavori, secondo quanto riportato dal cartello, per oltre 3 milioni e seicentomila euro, con 43 mila euro di oneri per la sicurezza. Di certo riqualificazione e sicurezza qui sono stati trasformati in spazzatura, e, inevitabilmente, i malfattori approfittano delle inadempienze delle istituzioni: tanti cittadini ci hanno segnalato che in quell’enorme sversatoio, e nelle aree limitrofe, giungono ogni notte a scaricare illecitamente, ed i copertoni diventano il letto di combustione per un’ecomafia che ha invaso Ponticelli. Lo avevano già segnalato i giovani e coraggiosi reporter di “Cittadini Giornalisti” e del periodico L’Inchiesta, lo avevamo denunciato anche noi, ma dopo stamattina si resta davvero senza parole. Anche perché» continua il presidente della Commissione Regionale «a poche centinaia di metri ci sono gli uffici della polizia ambientale. Ma come si può pensare di affrontare e risolvere l’ennesima emergenza se cosiddette azioni di riqualificazioni determinano questi scempi? Come è possibile permettere in quelle condizioni un mercato rionale? Da tempo la nostra commissione sta denunciando situazioni drammatiche, abbiamo indicato priorità di bonifica, ma, al solito, le situazioni di emergenza, rallentano tutti i progetti di seria e vera riqualifgicazione. Così» conclude Amato «la più triste constatazione è vedere l’emergenza diventata normalità per le persone, per le centinaia di cittadini che stamattina, a Ponticelli, in Campania, in Italia, in Europa, compravano “normalmente” frutta e peperoni tra carcasse e ruote bruciate. Qui lo stato sta perdendo una decisiva battaglia di civiltà, l’emergenza spazzatura si palesa come un’emergenza democratica»«E’ la seconda volta, a un mese di distanza, che ci rechiamo a Napoli Est in alcune aree violentate da sversamenti autorizzati ed altri abusivi» afferma ancora Antonio Amato di ritorno dal sopralluogo di questa mattina presso il mercato rionale di Ponticelli sotto al cavalcavia di via Pietri «A fine febbraio avevamo realizzato un primo sopralluogo tra via Paciolli, via Virginia Woolf, via Mastelloni al confine con Barra. Avevamo già constatato e denunciato una situazione allarmante: bidoncini di vernici esauste, rifiuti di ogni genere e grandi quantità di pezze che servono da basi per i roghi. E poi, come nell’area dell’ex campo ROM a via Woolf, terra che copre cumuli di rifiuti che continuano a crescere, carcasse di auto che fuorisescono. A via Paciolli, come lungo i confini del mercato, giacciono da mesi, in enormi sacchi, materiali di risulta e non meglio specificati rifiuti raccolti lungo gli assi viari a seguito del progetto di riqualificazione ambientale cofinanziato dalla Comunità Europea. Rifiuti che sarebbero dovuti essere smaltiti o comunque messi in sicurezza, e che invece giacciono incustoditi, senza protezione, esposti alle intemperie: ormai marciscono nel terreno e probabilmente stanno causando altro inquinamento. Inoltre piccoli accampamenti ROM, ed ancora degrado e incuria in cui vivono decine di bambini, donne e uomini. Una situazione intollerabile» afferma Amato «sulla quale è necessario intervenire con urgenza. Lo abbiamo già detto più volte: le rotte dell’ecomafia ormai si sono spostate anche in queste zone, approfittando, come già nel caso della Terra dei Fuochi, dell’emergenza e di assurde inadempienze dello Stato»

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di Redazione
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