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Antonio Amato: “Un’altra revoca di utilizzo di un bene confiscato”


Antonio Amato: “Un’altra revoca di utilizzo di un bene confiscato”
10/06/2011, 14:06

«Dopo il caso di Trentola ora Castel Volturno, con la revoca dell’affidamento del bene confiscato a Baia Verde alla Jerry Masslo. Perché si vogliono smantellare le esperienze di riutilizzo dei beni confiscati?» lo chiede il Presidente della Commissione regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «La revoca all’associazione che da sempre si batte per i diritti dei migranti dell’affidamento del bene confiscato “La casa di Alice”, nella villa confiscata a Maresca a Baia Verde, da parte del sindaco di Castel Volturno, è inquietante: si adduce la motivazione di un mancato riutilizzo del bene, ma in base alle informazioni in nostro possesso, quel bene non solo è stato riattato e sistemato, ma si sono già avviate al suo interno le attività di una sartoria sociale ed è pronta una prima produzione di abiti etnici. E nello stesso bene si realizzerà parte del Festival dell’Impegno Civile cui pure la Regione Campania ha dato il proprio patrocinio. Eppure giunge la revoca di concessione. L’episodio diventa ancor più grave» continua Amato «perché questa vicenda segue quella di Trentola Ducenta, dove il sindaco revoca alla Comunità di Capodarco il comodato d’uso di un altro bene confiscato. Sembra» continua il Presidente della Commissione Regionale «che da parte di alcuni amministratori locali sia in atto lo smantellamento di un sistema di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta che sta dando risultati straordinari e che pure le Istituzioni tutte indicano come modello da seguire. Un altro modello Caserta, che contrasta la camorra, sviluppa economia sociale e vero riscatto dei territori. Chiediamo con urgenza» afferma il Presidente della Commissione Regionale «che il Presidente della Regione Caldoro, il presidente della Provincia di Caserta Zinzi, l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, intervengano per fare chiarezza e porre un freno a quanto sta accadendo. Questa mattina ho scritto al Presidente Napolitano, al Ministro degli Interni Maroni e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Pisanu perché intervengano. Finora c’è stato un assordante silenzio, un muro di gomma che già sappiamo cosa produce in questi territori. La commissione che presiedo» conclude Amato «è al fianco di queste esperienze, della Jerry Masslo, della Comunità di Capodarco, e delle tante altre realtà che hanno costruito una vera alternativa al potere della camorra. Questi atti dei comuni mettono in discussione un intero modello e mettono a rischio l’incolumità stessa di quanti, associazioni, volontari, cittadini, dedicano in prima persona il loro impegno al riscatto di questi territori dalla violenza della camorra. E’ ora che tutte le istituzioni scendano in campo»

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di Redazione
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