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Anzalone: "Piano-casa, grave non aver approvato mio emendamento"


Anzalone: 'Piano-casa, grave non aver approvato mio emendamento'
15/10/2009, 11:10


“Ritengo un fatto di eccezionale gravità che il Consiglio regionale, ieri sera, non abbia approvato il mio emendamento all’art. 2 teso a stabilire una data di costruzione delle abitazioni entro cui è possibile applicare la concessione di aumento di volumetria del 20 o 30%”.
E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pd Luigi Anzalone, che aggiunge: “se solo si pensa che il mio emendamento tendeva a fissare tale data al 31 dicembre 2008 e che, con quello successivo del capogruppo Ciarlo, si voleva spostare tale data in avanti, collegandola alla entrata in vigore della legge sul piano casa, ci si rende conto della enorme gravità di tale bocciatura”. “Non si può in un territorio già colpito da abusi edilizi e illegalità, come la Campania, determinare una libera ‘Repubblica delle Banane’ in virtù della quale prima si costruisce una volumetria e, poi, si incrementa del 20% o più” – aggiunge l’esponente del Pd, che invita anche a riflettere sul fatto che “nella Lombardia a guida centrodestra, tale data è fissata al 2005 e, in altre regioni del centro nord, anch’esse a guida centrodestra, la data non è stata fissata oltre il 2007”. Per Anzalone è “francamente sconcertante che il centrosinistra, a cominciare dal Pd, non trovi in sé la forza morale e l’ispirazione politica per approvare un piano-casa che abbia i caratteri della equità sociale e della serietà”. “Quel che è accaduto ieri sera in Consiglio è indimenticabile ed è espressivo di un consociativismo squalificante che caratterizza il vertice del mio gruppo” – ha sottolineato Anzalone -; quanto, poi, alla posizione del centrodestra, essa mi lascia avvilito e sconfortato se solo la paragono a quella del centrodestra governante nelle regioni progredite del centro nord”. “Infine – ha evidenziato Anzalone – chiedo umilmente ma fermamente al Presidente del Consiglio regionale Lonardo di garantire maggiore equilibrio e di mettere fine al sistema per cui il dibattito in Consiglio regionale è monopolio del centrodestra; mi rendo conto – ha concluso Anzalone – che il centrosinistra è, per lo più, balbettante e subalterno, come se avesse già perso le future elezioni regionali, ma basta consultare i tempi di intervento in Aula per rendersi facilmente conto che il centrodestra occupa l’80, se non il 90%, dei tempi di discussione”.

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di Redazione
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