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Niente risorse, "darle a voi significa sprecarle"

Apertura dell'anno giudiziario, Alfano attacca i magistrati: "Comandiamo noi"


Apertura dell'anno giudiziario, Alfano attacca i magistrati: 'Comandiamo noi'
29/01/2010, 13:01

ROMA - Oggi c'è stata l'apertura dell'anno giudiziario, come da programma. E, come era prevedibile, alle valutazioni oggettive del Procuratore Generale della Cassazione si sono opposti gli attacchi del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Infatti, Il PG Vitaliano Eposito ha cercato di fare un discorso pacato, ritenendo che "non sono più tollerabili i contrasti tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica". Inoltre ha invitato il Parlamento a determinare una "radicale riforma strutturale dei sistemi sostanziali e processuali”, ma chiedendo “un adeguato potenziamento delle risorse umane e materiali”; senza di queste ultime, ha concluso, ogni rifoema rimarrebbe a livello di intento. Anche perchè già oggi molti processi non si riescono a completare per prescrizione, creando quindi un problema di denegata giustizia.
Ma come si sa il governo da quell'orecchio non ci sente. E l'ha dimostrato l'intervento del Ministro Alfano, che ha ribadito: "I giudici siano soggetti soltanto alla legge ma la legge la fa il Parlamento, libero, democratico, sovrano, espressione del popolo italiano (e visto che il Parlamento si limita ad approvare la fiducia che il governo mette su ogni provvedimento che conta, cioè di solito sui decreti legge, è il governo che oggi fa le leggi, ndr)". Inoltre ha anche indirettamente risposto alla richiesta di nuove risorse, da parte del PG Vitaliano, con un secco no:
"Riformare la giustizia serve all'Italia intera e serve farlo adesso senza indugi e senza tentennamenti. Investire risorse in un sistema che non funziona significa sprecarle. Mettere in efficienza il sistema vuol dire risparmiare danaro dei contribuenti e migliorare il servizio dei cittadini. L'unica strada, dunque, è quella di creare efficienza liberando risorse da reinvestire nel sistema giustizia che, ricordiamolo sempre, è prima di ogni cosa un servizio la cui qualità si misura sulla pelle dei cittadini".

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di Antonio Rispoli
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