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Perchè i giovani non sono il futuro

Appello alla gioventù del Pdl e a quella finiana


Appello alla gioventù del Pdl e a quella finiana
07/09/2010, 19:09

Pare che alla fine si sia riusciti quasi perfettamente in un duplice intento: in primis affidarsi al sempre efficace "dividi et imperat" e, in secundis, godere degli effetti di un lavaggio del cervello più o meno sordido che i potenti (adulti) riescono a fare con discreta facilità agli ambiziosi giovani.
Qualche giorno fa, infatti, il sottoscritto si è imbattuto nell'apprezzabile editoriale del farefuturista Domenico Naso e nella conseguente, altrettanto accorata risposta del dirigente della Giovane Italia Ulderico De Laurentiis.
Il primo accusava i giovani berlusconiani di aver perso ogni tendenza libertaria e sognante e, con metafore efficaci (richiamando figure come Frodo ed il Gabbiano Jonathan Livingston), invitava questi ultimi a cambiare il nome della loro tradizionale festa nazionale (che attualmente si ispira al mitico personaggio di Atreju) a causa dell'incompatibilità del richiamo leggendario del nome con la poco esaltante filosofia politica che caretterizza il Popolo delle libertà.
Il secondo, canzonando delicatamente Naso, rivendicava invece "la passione, la rabbia e l'amore" di un gruppo giovanile nato negli anni 90 con qualche centinaio di componenti e faticosamente arrivato a poter contare diverse migliaia di iscritti. Ognuno gioca il suo ruolo e fa la sua parte, insomma, in una battaglia all'ultima rivendicazione di superiorità dove i ragazzi si convincono di una cosa pericolosissima e, cioè, di essere "il futuro". Il nodo, il punto fondamentale della perenne e sfacciata presa per i fondelli ordita nei confronti dei gruppi giovanili dei vari partiti, a modesto avviso del sottoscritto, è difatti proprio questo: aizzare i "giovani" l'uno contro l'altro e coinvincerli che per loro ci sarà un po' di confortevole spazio solo nel futuro. 
La questione cruciale, per riprendere l'articolo di Naso, è che fin quando ci si accontenterà delle promesse dei vari Sauron e dei vari Gambadilegno e non ci si renderà conto che la nuova generazione non è il domani ma l'oggi, assisteremo sempre all'impietoso spettacolo dei vari qui quo qua quaraquaquà che si riscoprono "liberali e garantisti"(senza nemmeno conoscere il significato di questi termini) nientemeno che con Marcello Dell'Utri. O di altri pappagallini che emulano goffamente i politicanti adulti più squallidi che infestano i comizi di questa sempre più deprimente seconda repubblica (delle banane) contestando tutto e tutti, sempre e comunque; senza avere una minima idea di quale alternativa proporre a ciò che non piace più per sentito dire che per reale cognizione di causa.
Io vorrei i vari ragazzi in gamba come De Laurentiis e Naso insieme nella stessa piazza con milioni di altri giovani e meno giovani che non pensano alla fantomatica futura libertà ma al presente schiavismo generazionale che vivono. Vorrei sfondare il muro di rassegnato vittimismo della terra in cui sono nato e nella quale vivo. Vorrei essere non solo sentito ma ascoltato insieme a chi, come me, non ha esclusivamente atteggiamenti e frasi suggerite da altri da mostrare ma idee, volontà e proposte concrete da proporre; indipendentemente della parte politica considerata.
Vorrei una nuova coalzione multicolore composta da eccellenze e, perchè no, da grandi sognatori e da qualche visionario che conferisca un pizzico di folle coraggio a chi troppe volte è ancora ad un facile (ed opportunistico) cinismo. E dunque, concludendo, si ha come fine la nascita di un'unione fraterna e danzante di popoli felici ma, molto più realisticamente, la più semplice ma sempre più necessaria convinzione che bisogna cominciare ad esigere da chi dirige partiti e paesi trasparenza, altruismo, buonsenso e lungirmiranza in attesa di un leader che non sia buono ma giusto e trasversalmente accettabile. Sogno? Ho deciso di smettere di pensarlo...altro che Atreju.

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di Germano Milite
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