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Appello del P.C.I.M-L.: "contro l’aggressione imperialistica alla Libia"


Appello del P.C.I.M-L.: 'contro l’aggressione imperialistica alla Libia'
22/03/2011, 10:03

"I mali sociali dell’umanità sono prodotti tutti dal sistema economico capitalistico e imperialistico, fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, e dal loro potere politico e militare, che oramai esercitano indisturbati su quasi tutti i paesi della Terra. Con la gloriosa e vittoriosa rivoluzione socialista d’ottobre in Russia, col potere politico passato nelle mani della classe lavoratrice, con la costruzione del socialismo realizzato nel ventesimo secolo e con l’esistenza dell’eroica Unione Sovietica, l’imperialismo fu costretto a contenere la sua avidità di espansione e la sua aggressione militare ai paesi neutrali del terzo mondo. In seguito alla sconfitta della patria del socialismo – che è stata una vera tragedia storica, portata a compimento dall’esterno del mondo socialista con finanziamenti della propaganda antisocialista, sobillazioni alla rivolta popolare contro i legittimi governi socialisti e sostegni di varia natura da parte dell’imperialismo americano ed europeo e delle chiese dei singoli paesi e dall’interno dei paesi socialisti dai traditori e rinnegatori revisionisti e opportunisti degli interessi nazionali e mondiali del proletariato – l’imperialismo ha avuto campo libero nello scorrazzare su tutti i continenti imponendo il suo potere assoluto militare, economico e politico mediante aggressioni, assassinii di intere popolazioni, massacri orripilanti, sottomissioni, sfruttamento, rapina e perdita dell’indipendenza nazionale, così come è avvenuto in Irak, Afghanistan Palestina, eccetera. La tragica aggressione che in queste ore sta subendo il popolo libico qualche anno fa è stata imposta, con sanguinari stermini militari, ad alcuni paesi dell’ex Jugoslavia affinché pure quell’area geografica perdesse l’autonomia politica e sociale e passasse direttamente sotto il controllo e lo sfruttamento dell’imperialismo americano ed europeo. L’imperialismo usa la falsa propaganda delle libertà democratiche e religiose, dei diritti umani e persino di un risorgimento arabo per ingannare i popoli e imporre la sua ferocia militare, il controllo e lo sfruttamento delle risorse minerarie e la sua spietata dittatura politica con l’insediamento di governi fantocci. Ciò quando tutti sappiamo che in realtà i regimi sociali capitalistici e imperialistici sono i più feroci che la storia umana abbia conosciuto nel suo tormentato cammino storico. Nell’area mediterranea la Libia, governata da un sistema economico, politico e sociale capitalistico attraverso un potere autoritario e antipopolare a cui ci opponiamo politicamente, è, però, l’unico paese che, nonostante a regime capitalistico, ha mantenuto e difeso strenuamente la sua autonomia e la sua indipendenza nazionale dalle ingerenze e dallo sfruttamento dell’imperialismo occidentale, mentre lo sfruttamento e la commercializzazione in proprio delle risorse minerarie, gas e petrolio innanzi tutto, ha consentito al popolo libico di raggiungere un tenore di vita, seppur modesto, superiore a tutti gli altri popoli del continente africano. L’imperialismo americano – seppur nell’impresa inizialmente preceduto da quello francese per avere la possibilità, a conclusione dell’aggressione, di sedersi al tavolo della spartizione del bottino di guerra, ma ci auguriamo vivamente che la coalizione degli aggressori venga sconfitta dalla resistenza e dal contrattacco del popolo libico e che alla Francia, come all’Inghilterra e agli altri stati aggressori, quel bottino macchiato di sangue gli rimanga alla gola e che sia la fine del potere dispotico del presidente Sarkozy - ha approfittato, utilizzandole, delle giuste sollevazioni popolari che nei mesi scorsi ci sono state in vari paesi dell’area mediterranea dell’Africa per rivendicare il miglioramento delle proibitive condizioni di vita sociale per accrescere il suo controllo politico ed economico in quei paesi, dove, purtroppo, la prospettiva di una rivoluzione proletaria socialista è ben lontana per potersi realizzare, a causa della mancanza di coscienza di classe nei lavoratori e dell’assenza di un forte partito comunista marxista-leninista. Quando lo stesso imperialismo si è reso conto che in Libia non stava avvenendo la stessa cosa per avere l’occasione di sopraffarne l’indipendenza e instaurarvi un proprio governo fantoccio per appropriarsi delle risorse naturali ampiamente presenti in quel paese – si noti che se negli Stati Uniti d’America il tenore di vita medio è superiore a quello di altri popoli, compreso quello italiano, è perché i suoi governi repubblicani e cosiddetti democratici conducono da sempre una politica economica di rapina delle nazioni aggredite, occupate militarmente e disumanamente sfruttate – allora ha messo in movimento una infernale macchina propagandistica, ha sovvenzionato e armato schiere di sobillatori popolari, che miserabilmente e incoscientemente sventolano le bandiere di un vecchio e anacronistico monarca, ha infiltrato tra i sobillatori spie e istruttori militari per arrivare a occupare il paese, semmai senza ricorrere all’aggressione armata dall’esterno, e far cadere il legittimo governo eletto dal popolo. Quando i governi reazionari degli Stati Uniti, della Francia, dell’Inghilterra, del Canada e di altri paesi arabi, a cui si è prontamente e vergognosamente unito il governo reazionario italiano col miserabile consenso della sinistra borghese e anche di puerili organizzazioni della falsa sinistra comunista, si sono resi conto che stavano perdendo l’occasione di mettere le mani rapinatrici e assassine sulla Libia allora utilizzando le organizzazioni dell’imperialismo mondiale quali l’ONU e la NATO hanno deciso di aggredirla militarmente per piegarne ogni resistenza e costringerla alla resa. Ma il popolo libico, nella sua stragrande maggioranza, si è prontamente schierato al fianco del suo legittimo governo, si è disposto a difesa delle proprie basi militari e ha deciso di continuare la battaglia per ricacciare in mare i sobillatori dell’imperialismo e i traditori interni. Il governo Berlusconi, col sostegno raccapricciante pieno del PD, che fece la stessa odiosa cosa per l’aggressione e i massacri nell’ex Jugoslavia, e di altre forze politiche ha deciso di sostenere l’aggressione alla Libia, le cui enormi spese ricadranno tutte e a pioggia sul popolo lavoratore italiano: ancora una volta le tasse al popolo e gli eventuali vantaggi economici ai capitalisti, così come è avvenuto per l’Irak e l’Afghanistan: vergogna. A poche ore dall’inizio degli bombardamenti contro il popolo libico già ci sono distruzioni immani, centinaia di morti e di feriti tra la popolazione civile. E’ un nuovo bagno di sangue conseguente al dominio del capitalismo e dell’imperialismo sul mondo. Bene hanno fatto, nelle ultime ore, l’Unione degli stati africani e la Lega araba a prendere le distanze dall’aggressione in atto. Ridicole si stanno dimostrando la Cina e la Russia capitalistica e imperialistica che prima si sono astenute sul voto alla risoluzione interventista rinunciando gravemente e colpevolmente ad avvalersi del diritto di veto per fermare la guerra e attualmente sostengono che l’attacco militare è già andato oltre il mandato ricevuto dall’ONU. In questo momento tragico per l’avvenire della civiltà umana nel mediterraneo e per le sorti dei popoli in lotta contro le aggressioni militari, le guerre sterminatrici e per la distruzione del capitalismo e dell’imperialismo, dalla cui ceneri dovrà sorgere la nuova e superiore civiltà del socialismo prima e del comunismo dopo, il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista rivolge un appello accorato a tutti i coerenti comunisti, alla classe operaia, ai progressisti e all’intero mondo democratico antimperialistico a mobilitarsi e a scendere in piazza per sostenere l’eroica battaglia che il popolo libico sta combattendo in queste ore. Gli assassini non sono i difensori dell’indipendenza della Libia, come propagandano i sostenitori prezzolati dall’imperialismo, bensì i governi e tutte le forze politiche e intellettualoidi che sostengono l’aggressione. Rivolgiamo un appello anche a tutte le organizzazioni marxiste-leniniste esistenti in Italia e negli altri paesi a costituire urgentemente un Fronte Antimperialistico Unito per organizzare e condurre una dura lotta politica contro l’ennesima e vergognosa aggressione militare dell’imperialismo a un paese sovrano. Il nostro Partito è pronto ad aderirvi e propone un incontro immediato per costituirlo. In quest’ora tragica per la nazione libica il P.C.I.M-L. è schierato al fianco del suo popolo per sconfiggere l’aggressore imperialista e per proseguire la lotta di classe verso il socialismo.". Così Domenico Savio, Segretario generale del P.C.I.M-L.

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di Redazione
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